Il dolore
La strada è giusta ma si deve correre come i competitor
L’Intervento di Luciano Guerrieri ex presidente Autorità portuale Piombino
La fornitura di rotaie prodotte dallo stabilimento JSW Steel di Piombino è una ottima notizia che dopo tanto penare mette un po’ di luce sulla vicenda delle “nostre” Acciaierie e che mi auguro possa proseguire bene e diventare più luminosa. Troppe volte da tante parti, in alcuni casi interessati, si è interpretato l’insistenza e la caparbietà con cui Piombino ha difeso la propria presenza industriale come subordinazione o di vetero ed ottuso industrialismo. In realtà la c.d. difesa è stata dinamica, non ha trascurato altri settori né di incentivare scelte industriali con più forte sostenibilità ambientale e di innovazione industriale (per questo in questo lungo periodo i fallimenti sono stati chiaramente di mercato), ben sapendo che il livello locale da solo non basta per affrontare grandi processi di trasformazione e ristrutturazione come quello che si sta ancora affrontando. Comunque, questa fornitura – a mio giudizio – non rappresenta certo il superamento della fase critica del nostro stabilimento, ma è un segnale di vitalità importante che deve incoraggiare il lavoro di relazione, di confronto con i nostri interlocutori industriali che, finalmente, ci appaiono imprenditorialmente strutturati e concreti. Tuttavia occorre chiarezza sulle volontà e queste devono essere accompagnate da fatti. Mi auguro una accelerazione per la definizione e manifestazione della progettualità strategica, prima delle scadenze fissate negli accordi istituzionali, consentendo a tutti gli attori di questa vicenda di assumere precise posizioni, orientamenti, atti. Non sono un esperto del mercato siderurgico ma da attento osservatore ritengo che le rotaie siano un prodotto strategico. Molti Paesi hanno progetti di infrastrutturazione ferroviaria rilevanti, senza contare la Bri, Belt and Road Initiative, la c.d. Via della Seta, il grande progetto lanciato dalla Cina per realizzare nuove reti di interconnessione tra Asia, Africa ed Europa. Un progetto del valore totale stimato in 1.400 Mld di dollari con oltre 60 paesi coinvolti, dove tra le prime 3 voci di spesa di investimento risultano le ferrovie (19%) e anche i porti (18%). Penso che il nuovo governo con la ministra dei trasporti ed infrastrutture Paola De Micheli debba rimettere al centro della propria iniziativa la “cura del ferro”, promossa dall’allora ministro Delrio per rafforzare il trasporto ferroviario delle persone e della merci. Questa politica dovrebbe oggi integrarsi anche con le competenze del ministro dello Sviluppo Economico e del ministero dell’Ambiente, per sostenere la competitività e la sostenibilità delle produzioni industriali strategiche ad esesempio come quelle di Piombino o anche di Taranto. E dovrebbe – questo governo – riprendere ad investire nei porti e nella logistica, a credere davvero nel sistema portuale nazionale e nelle potenzialità delle diverse AdSP, premiare il merito nelle scelte di governance, sapendo che non possiamo più permetterci di perdere tempo.
Luciano Guerrieri
(ex presidente Autorità
portuale di Piombino)
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