Sicurezza
Rimateria, Pellati presidente ma il compenso è un rebus
Intanto attacco a Ferrari dei sindaci di Campiglia, San Vincenzo e Castagneto sulla richiesta di dimissioni del liquidatore Asiu: è una figura tecnica, non politica
PIOMBINO. Il consiglio di amministrazione di Rimateria ieri pomeriggio ha nominato presidente Francesco Pellati, accogliendo la proposta avanzata dal sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, socio maggioritario, nel corso dell’assemblea dei soci Asiu di lunedì scorso.
Servirà però un’altra riunione dei soci per stabilire il compenso di Pellati, sulla cui entità non ci sarebbe accordo.
Intanto arrivano le reazioni dei sindaci di Campiglia, San Vincenzo e Castagneto rispetto all’ultima assemblea dei soci Asiu in cui Ferrari oltre a proporre la nomina di Pellati ha chiesto invano le dimissioni del liquidatore, Barbara Del Seppia.
Per Alberta Ticciati (Campiglia), Alessandro Bandini (San Vincenzo) e Sandra Scarpellini (Castagneto Carducci) «la ricostruzione dell’Assemblea Asiu di ieri è quanto meno curiosa. Il sindaco Ferrari si è detto non in grado di definire il futuro di Rimateria e quindi impossibilitato a dare al dottor Pellati un mandato chiaro per il suo ruolo di presidente. Allo stesso tempo però, a mezzo stampa e non in sede di riunione, afferma che non consentirà un metro cubo in più in discarica, senza chiarire meglio di che cosa si stia parlando».
I tre sindaci in una nota congiunta tengono a precisare di aver «sostenuto la necessità di esprimerci, sia in merito al nominativo, ma soprattutto relativamente al mandato, ritenendolo un passaggio fondamentale per la società e le prospettive di questo territorio. La nomina del dottor Pellati arriva dopo lunghi mesi di attesa, inspiegabilmente a scatola chiusa, come se i soci pubblici non sapessero quali strade percorrere, come se non avessero idee su che cosa fare di e con questo sito di discarica».
Per queste ragioni dunque, dicono tre sindaci, «sia chiaro che Piombino si assume tutte le responsabilità, in quanto socio proponente. È giusto informare inoltre che tutti i soci pubblici hanno fornito al dottor Pellati, per scritto, le loro posizioni sul tema, chiaramente diverse come si evince da tempo dal dibattito pubblico, dando di fatto singolarmente il loro mandato».
Ticciati, Bandini e Scarpellini spiegano dunque di augurarsi «che il tempo consenta al dottor Pellati di redigere un piano industriale basato non soltanto sulle diverse e divergenti indicazioni dei Comuni, ma anche sulla base di una conoscenza approfondita dell’azienda».
Per i tre sindaci «altra nota dolente è la richiesta di dimissioni formulata da Ferrari al liquidatore Asiu per una mancata telefonata informale, volta a mettere al corrente della firma per il rinnovo delle coobbligazioni, atto obbligato per evitare il default della società. Ci teniamo a dire che per quanto ci riguarda il merito della questione non esiste».
La loro opinione è infatti che il liquidatore, Barbara Del Seppia, «è una figura tecnica incaricata di chiudere la società Asiu e non ha alcuna rappresentanza o responsabilità politica nella vicenda Asiu-Rimateria, men che meno, come invece sostenuto da Ferrari “ricopre un ruolo cruciale in una vicenda che riguarda la salute dei cittadini”, dato che svolge “semplicemente” il proprio compito di professionista». —
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