Il Tirreno

Ponte Terre Rosse, il progetto è pronto: ora gara di appalto e demolizione

Claudia Guarino
Il ponte delle Terre Rosse sbarrato e inaccessibile da oltre un anno (foto Pabar)
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Il ponte delle Terre Rosse sbarrato e inaccessibile da oltre un anno (foto Pabar)

Il piano del Comune prevede la fine dei lavori nel 2020. Prima operazione, spostare la tubazione dell’acqua

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PIOMBINO. La prossima settimana sarà trascorso un anno esatto. Da tanto il cavalcaferrovia delle Terre Rosse è inaccessibile, chiuso il 5 ottobre del 2018 per gravi problemi strutturali. Che non sarebbe stato possibile ripristinare il ponte con “semplici” interventi di manutenzione, ordinari o straordinari che fossero, è stato presto chiaro. La necessità, caso mai, era quella di demolirlo per poi ricostruirlo da zero.

850mila euro: è questa la somma necessaria per il completamento di un’opera che in molti considerano strategica, soprattutto perché collega Colmata, e gli ormeggi presenti in zona, direttamente al Gagno, rendendo superfluo per chi frequenta o vive in quell’area il passaggio da Fiorentina, che richiede molto più tempo.

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In assenza di una viabilità alternativa alla strada principale in grado di garantire un altro accesso al centro di Piombino, poi, molti considerano quel tracciato un elemento indispensabile per incanalare il traffico in entrata e in uscita dalla città, almeno per un tratto e soprattutto in estate. La sistemazione del ponte, dunque, è considerata una priorità. Questa era la posizione della passata amministrazione e questa è anche l’idea della giunta attualmente in carica.

«L’opera è strategica – dice Riccardo Gelichi, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Piombino –. Stiamo facendo di tutto per accelerare l’iter». Il cronoprogramma, in particolare, fissava il completamento della progettazione a ottobre 2019. «Il progetto preliminare è pronto», sottolinea Gelichi. E nei piani c’è il suo passaggio in giunta, per l’approvazione, a metà di questa settimana. Dovranno successivamente essere approvati il progetto definitivo e quello esecutivo e dovrà essere bandita la gara di appalto per l’affidamento dei lavori. Poi gli interventi potranno prendere ufficialmente il via.

Il piano, nell’insieme, è ambizioso, considerando che, stando alle previsioni, i lavori di demolizione e ricostruzione «dovrebbero concludersi entro la fine del 2020», conferma Gelichi. In tutto ciò è necessario considerare anche la presenza di una tubazione dell’acqua che deve essere spostata perché, servendo la città, non può essere semplicemente tolta in fase di demolizione.

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Come soluzione tempo fa si era parlato di scavare con una sonda una sorta di piccolo tunnel sotterraneo in cui far passare le tubazioni. A distanza di un anno dalla sua interdizione al traffico, insomma, prosegue l’iter per lo smantellamento e la ricostruzione di un ponte del cui cattivo stato c’era già coscienza anche prima della chiusura. Nel 2017, ad esempio, venne vietato il transito ai mezzi di peso superiore alle 3,5 tonnellate, mentre nel bilancio 2018 erano già contemplate opere di manutenzione straordinaria. Alla fine, però, le uniche soluzioni ritenute percorribili ai fini della sicurezza sono state quelle della demolizione e della successiva ricostruzione della struttura.

Intanto il cavalcaferrovia delle Terre Rosse rimane chiuso con cancelli, catene e barriere di cemento. Cartelli di divieto di transito e, agli svincoli stradali, di via a fondo chiuso indirizzano gli automobilisti. Intorno al ponte è stata più volte segnalata la presenza di pneumatici abbandonati o di altri rifiuti e anche ieri, proprio prima dei cancelli che sbarrano l’ingresso alla struttura, c’erano sacchi della spazzatura abbandonati, bottiglie di plastica lasciate a terra e lattine sparse qua e là. —
 

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