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Liberato dalla vegetazione il fosso di Val di Denari

Liberato dalla vegetazione il fosso di Val di Denari

L’intervento è stato attuato  dopo l’incontro con l’amministrazione Zini, sollecitato giorni fa dal consorzio di cittadini

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PORTOFERRAIO. Il fosso che dal ponte di via Val di Denari s’interra passando sotto il nuovo insediamento abitativa della cooperativa ‘Isola d’Elba’ è stato liberato dalle canne e dalla vegetazione spontanea che metteva a rischio il deflusso delle acque piovane.

Tutto questo è avvenuto dopo l’incontro che era stato sollecitato e richiesto dal consorzio Val di Denari con la nuova amministrazione comunale per parlare dei problemi relativi ai nuovi e previsti insediamenti urbani nella zona che gravita attorno all’unica strada vicinale che è stata creata dallo stesso consorzio (ne fanno parte una cinquantina di soci) che consente i collegamenti con le case e la vecchia strada provinciale della Sghinghetta.

Tutto ha funzionato alla perfezione fino a quando non sono state realizzate nuove opere e quindi la popolazione residente è cresciuta, cambiando la geografia e le esigenze stesse degli abitanti del nuovo quartiere a cominciare dai collegamenti stradali (che insistono sempre sulla strada vicinale del consorzio), agli allacci alle condutture degli acquedotti e quindi allo smaltimento delle acque domestiche. «In tutto questo scenario – ha detto al nostro giornale Franco Braschi, referente del sodalizio locale – riveste molta importanza il fosso che convoglia le acque piovane che discendono dalle colline limitrofe per farle defluire in mare. La sua pulizia è fondamentale e questo argomento è stato formulato alla giunta nel corso dell’incontro che abbiamo avuto alla fine di agosto nel salone parrocchiale di San Giuseppe». L’impegno allora preso dai rappresentanti dell’esecutivo, quindi, è stato ampiamente rispettato in questi giorni, quando un mezzo meccanico e una ruspa sono giunti in Val di Denari e hanno proceduto a togliere canne e ogni altro detrito che l’acqua aveva trascinato lungo il fosso. «Era dieci anni – conclude infine Franco Braschi – che attendevamo un intervento del genere. Ci siamo riusciti oggi, grazie all’amministrazione Zini». —

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