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«Via il calcestruzzo», accordo col Serendipity per la demolizione
san vincenzo. Dopo l’ordinanza del giugno 2018 per la demolizione di una platea in calcestruzzo, adesso arriva quella per l’abbattimento di un’altra platea, costruita con lo stesso materiale e considerata anch’essa abusiva. Ma se nel primo caso la proprietà del Serendipity ha deciso di ricorrere al Tar, nel secondo è scesa a patti col Comune programmando lo smantellamento «di un plinto posto a sostegno di una scala ormai malmessa – dice Riccardo Copelotti, direttore dei lavori per Serendipity srl – Mentre per la platea oggetto della precedenze ordinanza c’è un ricorso pendente al Tar». Per comprendere la questione è necessario tornare al gennaio 2010 quando il Serendipity, trovandosi sul mare, subì parecchi danni, tra cui la caduta di un pilone, per una forte mareggiata. Un evento meteo simile si verificò otto anni dopo, all’inizio del 2018, quando un’altra mareggiata causò il crollo di una delle colonne che sorreggono il locale e danneggiò notevolmente le parti in legno della struttura, tanto che fu dichiarata inagibile dal Comune.
Nel tempo la proprietà, per risolvere i problemi causati dal maltempo, ha sottoposto il Serendipity a una serie di interventi. Nel giugno l 2018 il Comune stabilì che la nuova platea in calcestruzzo, costruita sotto le colonne di sostegno del lato ovest del locale, risultava abusiva, per l’assenza dell'autorizzazione paesaggistica. A quel punto sono perciò stati ordinati l’abbattimento dell’opera e la «remissione in pristino dello stato dei luoghi».
La proprietà, da parte sua, ha sostenuto di aver agito secondo le regole, limitandosi a ricostruire la platea un tempo esistente. La nuova struttura sarebbe risultata più evidente solo a causa dell’erosione. È dunque scattato il ricorso al Tar. Nel frattempo, ad aprile di quest’anno, il Comune ha appurato l’esistenza di un’altra «platea di fondazione in calcestruzzo», anch’essa da eliminare in quanto realizzata abusivamente. La società proprietaria del Serendipity, in questo caso, ha chiesto al Comune, ottenendola, la sottoscrizione di un accordo per programmare la demolizione che riguardi, oltre al plinto di cemento, anche la scala di ferro. (C.G.)
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