Sicurezza
Tre pazienti elbani colonizzati dal batterio New Delhi
I casi (in condizioni gravi) trattati in ospedale: due in medicina e uno in chirurgia Attivate procedure scrupolose per scongiurare ulteriori contagi nei reparti
PORTOFERRAIO. Il super batterio New Delhi, la cui proliferazione in Toscana sta destando preoccupazione, è approdato anche all’Elba. Sono tre, infatti, i casi di pazienti colonizzati dal batterio e attualmente trattati nell’ospedale di Portoferraio. Si tratta di persone anziane, di cui due uscite dai reparti di rianimazione di Livorno e Piombino: due sono ricoverate in medicina e una in chirurgia. In realtà, fanno sapere dall’ospedale dell’isola d’Elba, la situazione è sotto controllo e non ci sono i presupposti per allarmarsi. I pazienti, sebbene in gravi condizioni, sono trattati secondo i protocolli previsti dalla Regione Toscana. Sono attualmente in isolamento e sottoposti a delle procedure particolarmente scrupolose, affinché non si possaano verificare ulteriori contagi.
Contagi che, è bene ricordare, hanno una pressoché nulla possibilità di concretizzarsi tra i pazienti portatori e le persone sane, dato il basso livello di infettività. In ogni caso il numero dei casi pare destinato ad aumentare all’Elba come nel resto della Toscana, dove il numero crescente dei casi potrebbe essere legato alla grande attenzione mediatica che si è sviluppata in questi mesi.
Il batterio aggredisce in prevalenza persone già debilitate e in gravi condizioni. La proliferazione interessa in particolare gli ospedali. Sono decine i casi di pazienti infettati in Toscana. La Regione ha di recente attivato un monitoraggio, gestito da un pool di esperti. «Dal novembre 2018 al 31 agosto 2019 i batteri Ndm sono stati isolati nel sangue di 75 pazienti. Una tabella riporta i casi di isolamento del batterio per ciascun presidio ospedaliero – ha spiegato di recente la Regione in una nota – I casi - si specifica - sono risultati letali nel 40% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici». Non è però così automatico attribuire la causa della morte di un paziente al batterio, dal momento che lo stesso batterio colpisce spesso persone alle prese con gravi patologie che, di per sé, incidono sulla aspettative di vita dei pazienti.
La notizia dell'arrivo del batterio New Delhi anche nell’ospedale dell’isola d’Elba ha creato apprensione e alimentato anche le prime polemiche politiche.
«È bene che qualcuno ci dia una spiegazione di quello che sta accadendo davvero nella regione Toscana. Non possiamo più far finta di nulla – attacca Marco Landi, responsabile della Lega per l’isola d’Elba – si tratta di una situazione inaccettabile in cui l’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi – ha dimostrato, e continua a farlo, un forte senso di irresponsabilità. Evidentemente pensavano di poter tenere nascosta una situazione, che sta sfuggendo di mano in ambito regionale, dove si sono registrati 708 portatori del ceppo batterico ricoverati negli ospedali toscani. Esigiamo maggiore chiarezza su questo da parte della Regione Toscana. A questo punto crediamo che le dimissioni della Saccardi siano inevitabili».
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