Sicurezza
Nazionale di calcio dell’Elba, c’è un primo ok di Conifa
Prosegue l’idea di D’Auria che vuole l’isola in campo con Tibet, Padania e Isola di Man: «Ok la riunione via Skype, ma solo a gennaio si saprà se correremo per il mondiale»
PORTOFERRAIO. Un passo in avanti (ma decisamente importante) sulla strada che conduce la terza isola più grande d’Italia, l'Elba, a disputare i mondiali di calcio promossi dalla Conifa, la federazione che riunisce le nazionali e più in generale le selezioni calcistiche non affiliate alla Fifa. Insomma, pare incredibile, ma presto potremmo vedere la nazionale di calcio dell’Elba giocare contro paesi come l’Isola di Man, il Tibet e, addirittura, la Padania.
In queste ore, infatti, è stata esaminata la domanda di ammissione dell’Elba alla federazione. La proposta è passata con 4 voti favorevoli, mentre contrari sono stati 3. Gaetano D’Auria, l’ideatore e il fiero sostenitore del progetto, non sta più nella pelle e trasmette la buona notizia per rendere partecipe il mondo pallonaro di casa nostra. «Non si pensi che sia stata un’operazione facile l’ammissione dell’Elba – racconta D’Auria ricostruendo la riunione che si è tenuta via Skype – La seduta è stata molto concitata. È durata quasi un ora: il comitato mondiale di Conifa (è composto da 7 membri, ndr) si è soffermato a discutere se ammettere o no l'Isola d'Elba come nuovo membro della federazione. Qualcuno dei presenti – continua D’Auria - ha messo in dubbio i parametri della nostra isola riguardo il dialetto, punto che è stato trattato a lungo durante la discussione. Alla fine è stato riconosciuto nei dialetti toscani con Iso 639-2. Lo stesso presidente del comitato, il norvegese Per Anders Blind ha cercato di spezzare una lancia a nostro favore, ricordando che l'isola di Man fu ammessa nel 2013 pur avendo come lingua ufficiale l'Inglese e gli abitanti non parlassero alcun dialetto. Importante anche l 'endorsement del membro della Padania e presidente del comitato europeo Conifa, Alberto Rischio. È stato decisivo il suo voto. L'importante è che l’Isola d'Elba figuri nel grande calcio internazionale». Ma non finisce qui. Questo è stato soltanto il primo tempo. Ora c’è ancora del lavoro da svolgere. «Occorre ora completare – puntualizza sempre il presidente della Polisportiva di Rio nell’Elba – l'ammissione. Il nostro prossimo appuntamento scritto in agenda prevede la partecipazione al meeting mondiale sull'isola di Jersey, nella Manica, il 25 gennaio 2020. Parteciperà una delegazione elbana che leggerà una relazione in inglese con i criteri e le motivazioni.
L’obiettivo è convincere tutte le altre federazioni a votare la definitiva ammissione. Tutto questo significa per me – conclude speranzoso Gaetano D’Auria – di mettermi da domani al lavoro per costruire ed essere pronti per le prossime qualificazioni ai mondiali di calcio». Un obiettivo Gaetano D’Auria ce l’ha e intende realizzarlo fino in fondo, convinto com’è che anche l’isola più grande della Toscana abbia tutte le caratteristiche per schierarsi faccia a faccia insieme con le rappresentative del Tibet, o dell’Abcazia, dello Yorkshire, per non dimenticare l’isola di Man. Del resto le sfide al vulcanico presidente della Polsiportiva di Rio nell’Elba sono sempre piaciute. «In Conifa sono iscritte 47 nazioni non riconosciute – considera a voce alta sempre D’Auria – perché non includere anche l’Elba? La mia non è una provocazione né una ribellione verso qualcuno o qualcosa – conclude - Ma un’apertura, una sfida non solo sportiva».
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