Sicurezza
Miniera Eurit, via agli espropri dei terreni
Il Comune ha emesso l’avviso pubblico: l’iter del discusso progetto di ampliamento va avanti dopo l’ok della Regione
PORTO AZZURRO. Le polemiche - lunghe e particolarmente aspre - sono alle spalle, ma non è detto che non possano essere rinfocolate. Eppure, a guardare gli atti, sembra essere arrivato il momento dei fatti per il piano di ampliamento del fronte di cava di Crocetta, a Porto Azzurro.
Dopo aver ottenuto il via libera dall’ufficio Via (valutazione di impatto ambientale) della Regione Toscana, la società mineraria Eurit, specializzata nelle attività di estrazione di caolino utilizzato per la produzione di piastrelle, va avanti. E ad andare avanti è anche il Comune di Porto Azzurro che in queste ore ha pubblicato sul Tirreno un avviso pubblico con il quale si dà notizia dell’avvio del procedimento espropriativo in alcuni terreni privati interessati dai lavori di ampliamento della miniera “La Crocetta”.
Terreni sui quali l’amministrazione ha posto il vincolo preordinato all’esproprio in ragione della “pubblica utilità dell’opera”.
I terreni oggetto di esproprio sono iscritti al foglio numero 10 dell’N.c.t. del Comune, mappali 2 - 4 - 22 - 24 - 26 - 28 - 29 - 30 - 33 - 34 - 35 - 36 - 39 - 40 - 41 - 53 - 188 - 468. Nell’avviso del Comune non sono esplicitati i nominativi dei proprietari dei terreni. Eppure i titolari avranno a disposizione un mese per prendere visione degli elaborati e presentare, sempre entro il 20 ottobre, eventuali osservazioni scritte al responsabile del procedimento Nicola Ageno.
Insomma, dopo la sofferta procedura di valutazione di impatto ambientale, conclusasi con il via libera da parte dell’ufficio della Regione Toscana nel gennaio scorso, il piano di ampliamento della cava entra nel vivo. Nei mesi scorsi il futuro della miniera Eurit ha spaccato l’opinione pubblica elbana.
Da una parte i proprietari dei terreni in località La Crocetta, supportati dalle associazioni ambientaliste e persino dal Comune “vicino” di Capoliveri che non esitò a presentare un’osservazione contro il piano di ampliamento da 818.000 metri cubi di e a gridare allo scandalo per gli effetti dell’intervento sul crinale della collina. Dall’altra parte, con l’azienda e con i lavoratori, si schierarono i sindacati, Confindustria e l’amministrazione comunale di Porto Azzurro, preoccupati per le ricadute occupazionali in caso di chiusura dell’attività estrattiva. Nel mezzo la Regione Toscana, impegnata nel difficile compito di trovare un compromesso tra la salvaguardia del paesaggio e le esigenze produttive e occupazionali.
In Eurit lavorano 18 addetti, a cui se ne aggiungono 7 del presidio di Roccastrada (Grosseto). Poi c’è il peso dell’indotto che, tuttavia, è difficilmente quantificabile. —
Lu.Ce.
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