Il dolore
Elba plastic free, il primo anno è positivo «Ma servono controlli più stringenti»
Amministrazioni soddisfatte per la svolta verde, Legambiente conta di estendere la rivoluzione anche ai traghetti
Sono passati nove mesi da quando Marciana Marina è diventato il primo Comune plastic free dell’isola d’Elba, suscitando quell’ondata di entusiasmo generale che si è tradotto poi in altrettante ordinanze sottoscritte da quasi tutti i primi cittadini elbani. Oggi, ecco che arrivano le prime impressioni dai comuni dove il provvedimento è già in atto.
Scaduto il termine dei 120 giorni previsti per adeguarsi e per smaltire le scorte rimaste, dai primi di aprile i cittadini di Marciana Marina hanno detto addio a stoviglie e altri prodotti usa e getta. Il provvedimento sembra mettere tutti d’accordo, o quasi.
il bilancio
«In linea di massima la risposta è stata positiva – ha dichiarato il sindaco Gabriella Allori – ormai quasi tutti gli esercizi commerciali si sono adeguati alle nuove regole, anche durante le sagre di paese è stata rispettata l’ordinanza e utilizzato materiale biodegradabile. Il prossimo passo sarà dotare la zona portuale di appositi contenitori differenziati che incentivino turisti e cittadini a raccogliere e ripulire il mare dai rifiuti e da gennaio 2020 saranno adottati concreti strumenti per sanzionare chi ancora non avrà aderito al cambiamento». Unica perplessità espressa dalla sindaca riguarda il materiale compostabile comunemente adottato della sua effettiva composizione. «È molto simile alla plastica vera – continua Allori – e nonostante venga poi smaltito come materiale organico, dal punto di vista visivo può indurre in equivoci».
Stessi dubbi sono stati sollevati anche dal sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti, di recente chiamato in causa in qualche polemica sul presunto utilizzo di stoviglie in plastica sull’isola di Pianosa da parte della cooperativa Arnera che gestisce il bar ristorante. «Purtroppo a prima vista il Pla può essere scambiato facilmente con la plastica, ma la cooperativa è molto attenta alla questione del plastic Free e, in ogni caso, le verifiche effettuate e le fatture hanno confermato l’acquisto di prodotti compostabili». Il Comune di Campo è il secondo ad aver messo in atto l’ordinanza contro la plastica. «Da maggio – continua Montauti – la risposta è stata buona. Sì, c’è stata qualche incomprensione iniziale o qualcuno che non si era adeguato, ma dopo aver mandato dei richiami la situazione si è uniformata».
Ora anche gli altri
Entro la fine del 2019 anche Marciana farà il grande passo. Ad assicurarlo è il neo sindaco Simone Barbi. Lui, insieme al primo cittadino di Portoferraio Angelo Zini, si è impegnato nella lotta a alla plastica durante il Sea Essence International festival a Marciana Marina il 28 giugno firmando l’accordo PelagosPlastic Free. Pochi giorni dopo l’impegno di Marciana è stato ufficializzato ulteriormente con la firma di un’ordinanza: «Inizieremo con il 1° dicembre. Questo è un periodo transitorio per permette a tutti di adeguarsi e smaltire le scorte. Ma durante l’estate ho visto molte associazioni già organizzate per le manifestazioni con materiali idonei. Il provvedimento comunque è doveroso, sebbene sia solo un piccolo segnale di un percorso molto più lungo che deve proseguire in questa direzione».
Portoferraio ragiona
Obiettivo comune ma strada diversa, è quella che è stata intrapresa dall’amministrazione comunale di Portoferraio e uno dei motivi deriverebbe proprio dai dubbi che emergono sulla compostabilità del Pla. «Le ordinanze emesse hanno dei limiti – spiega il consigliere Marino Garfagnoli – dispongono l’eliminazione della plastica monouso, ma lasciano la porta aperta alle plastiche definite biodegradabili composte in realtà da polimeri di sintesi. Il percorso da noi intrapreso prevede di avviare una fase di studio con il supporto di Greenpeace e Legambiente, prendendo in esame il territorio e le varie problematiche per arrivare ad una soluzione che sia adeguata per tutte le imprese e che sia veramente plastic free. Un’ipotesi potrebbe essere quella di supportare iniziative che prediligano il vuoto a rendere o la vendita di prodotti alla spina. Entro un paio di mesi sarà pronto un documento programmatico che sarà portato in consiglio».
Legambiente incalza
Positive dunque le idee e l’impegno generale, ma, secondo Legambiente, l’applicazione in qualche caso lascia un po’ a desiderare, denunciando soprattutto la mancanza di controllo sul territorio e sulle navi. L’appello infatti è chiaro: «Bene che l’Elba si sia mossa in questa direzione – dice Umberto Mazzantini – ma se la pubblicizziamo come un’isola plastic free non possiamo lasciare che sui traghetti le regole non siano rispettate, cosa che restituisce immediatamente una cattiva immagine ai turisti imbarcati. È necessario un accordo tra i comuni e le compagnie di navigazione affinché anche a bordo venga sostituita la plastica con materiale riciclabile e venga realizzato materiale informativo sul funzionamento della raccolta differenziata e i principi che vengono rispettati sull’isola». —
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