La protesta
Addio a Loretta Carletti, moglie e musa ispiratrice del grande Renato Cioni
PORTOFERRAIO. I funerali di Loretta Carletti, moglie del tenore elbano Renato Cioni, scomparso nel marzo 2014, saranno celebrati questo pomeriggio alle 16,30 nel duomo di Portoferraio, nella stessa chiesa in cui la coppia si sposò. Ma soprattutto nello stesso luogo di culto in cui il giovanissimo Renato veniva invitato a partire dal 1942 in poi, durante la guerra, a cantare l’ “Ave Maria” alle coppie di portoferraiesi o elbani che convolavano a nozze.
Loretta Carletti è morta lunedì pomeriggio nell’ospedale di comunità, dove era ricoverata da tempo. Aveva 78 anni, ha trascorso la vita accanto al grande tenore quando il successo e la fama toccarono l’apice e Renato era apprezzato da intellettuali e musicisti di tutto il mondo del calibro di Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Herbert Von Karajan, i Reali del Belgio e d’Inghilterra e cantato insieme a Maria Callas, senza citare Anna Moffo o Joan Sutherland. Ma anche (se non soprattutto) la loro è stata una storia d’amore lunga una vita. L’ha raccontata l'artista Luciano Regoli. «Loretta – scrisse Regoli sulla rivista Elbaper2 – è stata la compagna fedele e fidata. Lei bionda e diafana, Renato moro e robusto. Quel che si dice una coppia perfetta. La prima volta che li vidi insieme, uscivano dal grigiore della gente che li circondava, brillando della potenza del loro personale carisma. Erano diversi. Lui vestiva eccentricamente; lei bellissima, tutto in bianco sportivo, con una striscia di rosso sulla bocca che metteva in risalto i denti bianchissimi». Il destino però pose la coppia a un bivio che avrebbe determinato la futura carriera del tenore elbano richiestissimo nei migliori teatri del mondo e ricevuto dai potenti della terra come Ronald Reagan o i Reali d’Inghilterra. Accadde quando Cioni, d’accordo della bella Loretta, rifiutò l’invito di Aristotele Onassis sul ‘Christina’, pur di stare al riparo da tanta mondanità che li stancava. È di nuovo Loretta, forse spinta dalla gelosia, come ebbe a dire lei stessa in occasione della cerimonia d’intitolazione del teatro Vigilanti a Renato Cioni, che impedì al tenore di partire in tournée per l’Australia con il grande soprano Joan Sutherland. Fu una decisione che fece la fortuna di Luciano Pavarotti che lo sostituì, lanciandolo nel firmamento della musica lirica. Ma Renato si rifugiò nell’amore per la sua Loretta: la coppia si trasferì a Portoferraio, dove i due hanno vissuto gli ultimi anni della loro vita. «Donna fortunata Loretta – conclude Regoli - che ebbe modo di affinarsi al fianco di lui già celebre, consigliandolo nel bene e nel male per tutta la vita, due anime elette». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google