Italia
118, associazioni in allarme «Non lasciateci da soli»
L’appello di Aragona (Pubblica Assistenza) dopo la stagione calda delle emergenze «Le ambulanze “India” hanno funzionato, ma ci sono tanti problemi da risolvere»
PORTO AZZURRO. «I sindaci non lascino sole le associazioni di volontariato». È l’appello che il presidente della Pubblica assistenza di Porto Azzurro Giovanni Aragona lancia al termine di una stagione estiva caldissima sotto l’aspetto dei soccorsi sanitari sul territorio. Una stagione che, per la prima volta, ha messo assieme in via sperimentale le ambulanze con il medico a bordo e le India, ovvero le ambulanze con il solo infermiere.
Le difficoltà e i problemi non sono mancati e per Aragona, da anni al vertice della Pubblica Assistenza è arrivato il tempo di mettere sul tavolo le proposte per migliorare una sistema dei soccorsi che, vista la conformazione dell’isola, è fondamentale per assicurare la salute ai cittadini e ai turisti.
«Con il 15 settembre – spiega il presidente della Pubblica Assistenza di Porto Azzurro – è terminato il servizio 118 con le ambulanze India (con infermiere) e con il medico a bordo. Questa stagione è stata una sperimentazione, che ha visto in prima fila gli infermieri a bordo delle ambulanze. Grazie a loro dobbiamo registrare una collaborazione unica per un quotidiano controllo dei materiali e attrezzature mediche che fino ad oggi dal 1997, anno che è entrato in attività il 118, non è mai stato così accurato oltre alla formazione pratica dei nostri soccorritori».
Ambulanze India con infermiere, ambulanze con solo medico, ambulanze infermiere e medico a bordo, quale soluzione migliore? «Non tocca certo a noi decidere – spiega Aragona – per questo ci sono dirigenti. Certo è che possiamo valutare (visto che i soldi sono di tutti) quanto ci è costato il servizio in questa stagione, quanti interventi sono stati svolti e con quale gravità».
«L’ambulanza con il medico viene utilizzata solo per i “codici rossi” e per questo si trascorre le giornate fermi in sede, anche senza un intervento – dice Aragona – avere l’infermiere a bordo con l’ambulanza India, potrebbe garantire un maggiore utilizzo anche per i “codici gialli”, con una spesa dimezzata. Inoltre si potrebbe programmare anche un periodo più lungo, magari dalla primavera in poi, fino a ottobre, e quindi con una maggiore assistenza alla popolazione. Al tempo stesso si potrebbe accentuare la presenza estiva dei medici con l’attivazione dal pronto soccorso, dell’automedica o (ambulanza medica supplementare). In pratica il medico designato dal pronto soccorso sarebbe prelevato e utilizzato anche per questo servizio 118».
A prescindere dalla soluzione che verrà scelta, toccherà ancora alle associazioni svolgere un ruolo chiave nella gestione delle emergenze. «Da ora in poi, per nove mesi l’anno – spiega Aragona – gli equipaggi saranno composti solo da soccorritori volontari o dipendenti delle associazioni. Gli impegni sono tanti e le responsabilità aumentano di giorno in giorno dal lato formativo, del servizio e dei costi, tutti a carico delle associazioni».
Da giugno sono partiti i “Punti Pet Blsd”. L’associazione deve garantire ogni giorno due/tre soccorritori formati e una ambulanza che costa, tra acquisto e attrezzatura oltre 100mila euro, più alla manutenzione periodica. «Per garantire le turnazioni obbligatorie, soprattutto in estate – conclude Aragona – ci si avvale anche di dipendenti (con notevoli costi di gestione) o di volontari provenienti da altre associazioni a cui va rimborsato vitto e alloggio. Per l’opinione pubblica tutto è svolto nei migliori dei modi, ma i problemi ci sono e le soluzioni sono ancora da trovare». —
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