Il Tirreno

monteverdi 

Una scuola tutta nuova per cominciare l’anno

Giorgio Piglia
Una scuola tutta nuova per cominciare l’anno

Al posto dell’edificio pericolante, una struttura moderna e confortevole. L’inaugurazione ufficiale a metà ottobre

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Monteverdi. Promessa mantenuta: l’anno scolastico comincia nella nuova scuola. La prima campanella suona alle 8, ragazzi delle medie, bambini della primaria, materna e nido (che ancora si chiama spazio-gioco, attesa a settimane la “promozione” regionale) entrano accompagnati da mamme, papà, nonni, ammessi solo per questa volta, a prendere visione del lavoro fatto.

Meno di due anni fa qui sorgeva la vecchia struttura delle elementari, vennero dei tecnici da Firenze e scrissero un rapporto allarmante: “Qui un sisma anche non troppo forte butta giù tutto”. Buttò giù tutto nel giro di poche settimane l’allora sindaco Carlo Giannoni, mentre i ragazzi venivano concentrati nella vicina media, vecchia anche questa. Il progettista architetto Massimo Argelassi, assessori e consiglieri, uffici comunali furono trascinati in un vortice operativo, la regione erogò i contributi previsti per le scuole nuove, altri soldi arrivarono dalla solidarietà dei comuni geotermici, il resto dal bilancio del comune e da una banca. In breve circa un milione e mezzo e la macchina delle imprese appaltatrici si mise a girare a ritmi sostenuti.

Raso al suolo l’edificio pericoloso, salvate solo le fondamenta, ecco la nuova struttura venir su giorno dopo giorno: il “portante” in legno lamellare, pannelli isotermici dello stesso materiale arrivati dall’Austria, rivestimenti ecologici, grandi vetrate dappertutto, piano terra destinato a primaria, materna e nido. Secondo piano per la media. Una famiglia di qui dona un terreno contiguo, diventerà il giardino didattico.

Meno di due anni dall’inizio dei lavori, il nuovo edificio è stato consegnato agli studenti e alle famiglie di Monteverdi. Ad accoglierli, ieri mattina, c’erano il sindaco Francesco Govi, l’assessora Alessandra Luisini, il consigliere Carlo Luisini: solo una presenza di benvenuto. Discorsi rinviati all’inaugurazione ufficiale prevista a metà ottobre. Mancava il principale protagonista di questa impresa straordinaria ed emblematica, Carlo Giannoni rimasto a casa per non mostrare la sua commozione.

Visibilmente commossa è apparsa, invece, una giovane docente: «A Monteverdi ho cominciato a insegnare dieci anni fa, poi sono passata da una scuola all’altra, oggi sono di nuovo qui ed è un giorno di festa». «Bella, colorata, piena di luce e di spazio» osserva una mamma passando da un’aula all’altra. Qui le aule non sono come quelle tradizionali: l’insegnante non è più frontale, ma gira tra i banchi. Che sono tavolini lucidi raggruppati quattro a quattro: iniziata sperimentalmente l’anno scorso l’innovativa didattica della scuola senza zaino da oggi diventa insegnamento quotidiano. Gli insegnanti sono stati formati, gli ambienti sono stati realizzati e arredati a misura del nuovo percorso: da oggi i primi passi verso il futuro. —

Giorgio Piglia



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