Gioco
Nuove aree di caccia Politi non ha dubbi: «Spadroneggiano»
Parla uno dei padri della Riserva naturale Orti Bottagone «Ferrari quando si dimette dalla carica in Federcaccia?»
piombino. «Ma che cosa pretendono ora i cacciatori dal Comune di Piombino? », chiede Paolo Maria Politi, uno dei padri della Riserva naturale Orti Bottagone. La domanda è in scia al malumore delle doppiette che, dopo il via libera del consiglio comunale all’annessione di Perelli Bassi alla riserva, reclamano sul territorio aree per l’attività venatoria. Richiesta a che trova la disponibilità del sindaco Francesco Ferrari, anche lui cacciatore.
Dall’impegno politico all’effettiva annessione dei circa trenta ettari di Perelli Bassi alla riserva ce ne corre. L’ampliamento dovrà essere ratificato formalmente dalla Regione Toscana, con pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) dei nuovi perimetri, nuova cartografia e collegato aggiornamento del regolamento. Di fatto, senza questi formalismi la situazione dell’area è quella tratteggiata da Oasi Wwf Riserva naturale regionale padule Orti Bottagone: «La zona risulta ancora area contigua di tipo A della riserva soggetta a caccia, nonostante che il regolamento della stessa prevedesse l’ampliamento una volta che l’Oasi di Orti Bottagone fosse stata riconosciuta come Zona Ramsar, avvenimento dell’ottobre 2013».
Su nuovi spazi per la caccia Politi non ha dubbi. «Non sono contenti di avere ricevuto da anni in “comodato d’uso gratuito” per potervi installare appostamenti fissi di caccia ai migratori la proprietà pubblica di Poggio Malassarto – dice –. Circa 60 ettari sul promontorio di Piombino e importante area archeologica il cui destino sarebbe stato, oltre a quello di tutelare i migratori in transito, di ampliare adeguatamente la già importante area archeologica di Baratti Populonia. Non contenti di aver ancora in funzione sull’area del Sic Promontorio di Piombino – Monte Massoncello, uno dei più importanti hot-spot della migrazione in Toscana, decine e decine di appostamenti fissi di caccia. Ma si sa, a Piombino continua imperterrito a spadroneggiare sull’uso e sulla destinazione del territorio un manipolo di cacciatori, sempre più ristretto ma molto influente». E conclude: «A quando le dimissioni del sindaco Ferrari dalle cariche elettive in Federcaccia? Sarebbe un atto doveroso e opportuno». —
M.M.
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