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Sedici le aziende interessate alle nuove banchine del porto

Manolo Morandini
Sedici le aziende interessate alle nuove banchine del porto

Gli operatori hanno risposto all’avviso pubblicato dall’Autorità di sistema portuale. Obiettivo: entro la fine dell’anno individuare gli interlocutori per i lotti disponibili

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Sedici. È il numero degli operatori interessati a investire e operare sulle nuove banchine del porto di Piombino. Si tirano le somme e il primo bilancio delle risposte raccolte dall’avviso di manifestazione di interesse dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale dà la misura dell’attenzione per un bacino che ha fondali profondi fino a 20 metri, che rappresentano una rarità per i porti italiani.

Sedici delle venti società che hanno preso parte al sopralluogo obbligatorio per la presentazione delle manifestazioni di interesse si è fatta avanti. In questa fase della procedura restano coperte le carte su chi e che cosa intende fare. Il prossimo passo spetta all’Autorità portuale che in questi giorni è impegnata a vagliare la legittimità delle richieste d’insediamento. A seguire l’invio di una lettera d’invito con cui sarà chiesto di esplicitare i dettagli degli insediamenti che si intende realizzare sulle banchine piombinesi.

«L’interesse che ha riscosso la procedura, pubblicata il 19 luglio, dà la misura dell’appetibilità del nostro porto», afferma Claudio Capuano, dirigente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale a cui fa capo il procedimento. Che aggiunge: «Entro la fine di settembre spediremo le lettere di invito e nell’arco di un mese e mezzo contiamo di avere in risposta i progetti che poi saranno vagliati da una commissione. L’obiettivo è di chiudere la procedura entro novembre ed entro la fine dell’anno di avere individuato gli interlocutori per i vari lotti».

Le nuove banchine del porto di Piombino, costruite attraverso 200 milioni di finanziamenti pubblici di Regione Toscana e Governo negli ultimi quattro anni. Nell’avviso sono indicate quali sono le aree già pronte all’uso e quelle che devono essere ancora completate. «Alcuni interventi, come la pavimentazione e il consolidamento – spiega Capuano –, necessariamente devono tenere conto delle esigenze tecniche di chi vi si insedierà».

Lotto per lotto saranno stilate le graduatorie. Le imprese selezionate sottoscriveranno un accordo procedimentale con cui verranno messi nero su bianco gli impegni da rispettare per l’una e l’altra parte, con tanto di fideiussioni a garanzia. In caso di rinuncia l’Autorità portuale avrà la possibilità di abbreviare i termini scorrendo la graduatoria degli operatori interessati a quel lotto, senza la necessità di dover fare una nuova gara. L’orientamento è quello di privilegiare i progetti industriali che consentiranno al porto di superare la monocultura siderurgica, favorendo l’insediamento di attività che rappresentino effettive occasioni di nuove e concrete opportunità imprenditoriali. Con un occhio di riguardo alle richieste di concessione che porteranno innovazione tecnologica e occupazione. —
 

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