Il Tirreno

vertenza 118 

Paolo Camelli (Uil) critico tira in ballo la Regione

Paolo Camelli (Uil) critico tira in ballo la Regione

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piombino. Paolo Camelli delegato comparto e medici UilFpl interviene sulla vertenza dei medici del 118, sostenendo che è sbagliata la linea della Asl e anche dei medici. «Quando si tratta di retribuzione non c’è altra via che seguire rigorosamente quanto disposto dai contratti nazionali e non abbandonare mai il principio inderogabile che a parità di lavoro deve corrispondere uguale retribuzione».

«La natura del servizio impone scelte rigorose; infatti a Piombino nel pronto soccorso e nel 118 sono impegnati circa 15-17 medici che a rotazione coprono i turni. Un terzo di loro sono regolati dal Contratto nazionale della medicina convenzionata, e metà di loro dal Contratto nazionale della sanità pubblica. La loro retribuzione è simile (circa 20 euro orarie) anche se determinata da voci diverse, dato che discendono da accordi distinti e separati». Per questo secondo Camelli fare un accordo aziendale che introduca disparità di retribuzione sign9ifica accendere un conflitto tra i medici, a danno dei cittadini.

«Tanto più grave sarebbe realizzare un accordo illegittimo in quanto nessun contratto nazionale consente di modificare la retribuzione in sede aziendale se non per i fattori legati alla produttività. La sede giusta per andare oltre è quantomeno il tavolo regionale».

Camelli sottolinea di aver appreso che i consiglieri regionali di Forza Italia e della Lega hanno presentato interpellanza al consiglio regionale, «e questo evento di per sé riconduce la vertenza nel luogo giusto: La Regione Toscana. Non sarebbe infatti ammissibile che in forza di una vertenza zonale si possa determinare una disparità di trattamento retributivo tra i medici di Piombino e quelli di Massa Carrara o di Firenze. Se qualcuno lo ha fatto ha sbagliato e chi segue questa strada continua a sbagliare; ricordiamo alla Direzione aziendale che anche nella Usl Nord Ovest esistono numerosi dipendenti che attendono da anni una soluzione alle loro richieste di riconoscimento retributivo - conclude il rappresentante sindacale - in base al lavoro che svolgono, medici e non solo». —



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