Il Tirreno

il comitato all’attacco  

Nuovo impianto Terna ai Forni «Dalla società mistificazioni»

M. P.

L’invito ai cittadini di verificare le comunicazioni presentate al ministero dove  «è stata fatta una descrizione  distorta del territorio»

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SUVERETO. Per la realizzazione dell’ormai famoso impianto Secoi3 all’interno dell’attuale stazione Terna dei Forni di Suvereto è prevista una serie di passaggi istituzionali sulla realtà del territorio per valutarne, tra l’altro, l’impatto ambientale. Per Terna le condizioni sono ideali e i rischi per la salute e l’ambiente nulli, mentre il comune di Suvereto – cui compete una parte decisionale marginale, ma politicamente importante – ha approvato le modalità di comunicazione della stessa società, previste dalla legge, verso i cittadini, con la minoranza locale che ne contesta il metodo che non consentirebbe ancora di esprimersi sulla fattibilità.

Il recentemente costituito comitato “Salute, ambiente, consapevolezza e informazione per Suvereto” invece ribadisce che la Terna, nella comunicazione presentata al ministero, ha dato una rappresentazione distorta del territorio. «In questa fase sarebbe bene – dice il comitato – che i cittadini verificassero le nostre affermazioni. Basta andare sul sito (https: //www. minambiente. it) del ministero, nella sezione “Vas e Via”, dal menù a tendina “argomenti” si entra nel portale per le valutazioni ambientali, dove si possono visionare tutti i documenti, che la Terna spa ha prodotto a corredo della procedura n. 4811, denominata “Sa. Co. I. 3, rinnovo e potenziamento del collegamento Hvdc Sardegna-Corsica-Italia”, inserita tra le 174 procedure in corso».

Per il comitato non ci sono dubbi: «Davvero incredibile – affermano – è la falsa rappresentazione della realtà del territorio, se solo si considera che nella tabella inserita a pagina 124 dello “Studio di impatto ambientale parte 3” si legge che a Suvereto le principali aziende agricole e agrituristiche sono due e producono solo Toscano Igt e Val di Cornia Doc… Gli imprenditori, le associazioni di categoria ed i cittadini di uno dei più bei borghi d’Italia non possono tollerare questa mistificazione, tanto che abbiamo già chiesto alle organizzazioni degli agricoltori di costruire una posizione comune partendo dalla posizione che la Cia assunse nel dicembre 2018 su “Dimensione agricoltura” quando definiva quel progetto “una scelta che non si accorda con il modello di sviluppo locale del territorio di Suvereto”. Abbiamo tra i nostri iscritti oltre centocinquanta persone ed aziende, che non vogliono subire ancora una volta una presenza devastante su un territorio, che si vorrebbe vocato al turismo ed all’agricoltura di qualità. Stiamo perdendo l’occasione storica di liberare finalmente Suvereto da un impianto industriale ingombrante. Una mancata occasione di cui potremmo pentirci, come profetizzato dall’ex sindaco di Suvereto, Rossano Pazzagli, che per primo si oppose a quel progetto, considerato un danno. Fa molta rabbia leggere in quei documenti che per Suvereto l’impatto ambientale della nuova stazione sia “basso”…». —

M. P.



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di Redazione web