Il Tirreno

poggio del molino 

Il Museo di Populonia quadruplica i visitatori

Cecilia Cecchi
Il Museo di Populonia quadruplica i visitatori

In quattro mesi staccati quasi tredicimila biglietti, merito anche dell’”Aiace suicida” Nell’area prosegue lo studio dell’archeologia per i ragazzi livornesi dell’Enriques

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Tra piccozze e mosaici, lo studio dell’archeologia senza banchi, prima per gli studenti del liceo Enriques di Livorno (fino al 19 settembre, percorso scuola lavoro).

Dal pomeriggio, anche per dirigenti scolastici e docenti.

Giornata affollatissima, ieri, al parco di archeologia condivisa di Poggio del Molino.

Cultura da vivere che funziona. Lo dimostrano i numeri vertiginosi segnati dal museo etrusco di Populonia collezione Gasparri che ha visto decollare le presenze di visitatori anche grazie al prezioso il bronzetto, “l’Aiace suicida” in mostra. Declinazioni delle opportunità tra i percorsi alla scoperta della storia del Golfo di Baratti come già gli Etruschi e i Romani. Ad organizzare questo nuovo modello di gestione la società Past Experience che è riuscita a promuovere in un unico pacchetto scavo, Castello di Populonia e museo etrusco (qui dal quadrimestre del 2018 con 4. 080 visitatori si è passati a 12mila842 di questi giorni). Museo e scavo insieme per i campus estivi.

Poggio del Molino dove pubblico (il Comune di Piombino) e privato (l’associazione culturale Past in progress-Archeodig), anno dopo anno hanno dimostrato la validità della scelta restituendo – grazie pure all’aiuto di studenti grandi e piccini – un’altra area archeologica, scrigno di una diversa pagina di memoria dal valore inestimabile per noi, già così intrisi di ferro e di Etruschi, con la villa che apre uno spaccato sulla “Roma imperiale”.

A “dirigere le operazioni” sul campo gli archeologi Marco Sofia e Giulia Coppola. «I volontari – spiega Carolina Megale (Past Experience, qui da sempre) – stanno lavorando nel corridoio del quartiere residenziale proprio davanti alle stanze pavimentate a mosaico. Gli studenti sono in un settore relativo al crollo del grande muro perimetrale. Tutto per collegare l’area di scavo dei ragazzi americani con l’area più bassa della fortezza».

Valida la partecipazione alla giornata dedicata alla didattica sullo scavo (grazie anche alla collaborazione di Carla Maestrini ed Erica Foggi).

Ma è stata una stagione eccezionale per tutti gli appuntamenti proposti da Past Experience e non sono mancate, oltre a storia e cultura, degustazioni di specialità del territorio. «Anche la Torre medievale e la Rocca degli Appiani hanno accolto un gran numero di visitatori – conferma Megale – attestandosi come l’attrattore principale della Costa degli Etruschi. Ma il lavoro di accoglienza, delle persone che si interfacciano con i turisti è stato decisivo. Past Experience gestisce questi luoghi dal primo maggio 2019 è già si vede la differenza. Il numero dei biglietti cumulativi torre+museo è quadruplicato portando il museo da 3000-4000 a quasi 13000 visitatori in 4 mesi. A dimostrazione che Past Experience è un’opportunità concreta di sviluppo e crescita del territorio. Con il supporto e la collaborazione dell’amministrazione, essenziale per creare posti di lavoro e nuove opportunità per la comunità. Il museo è candidato al riconoscimento di rilevanza regionale». Appunto qui si potrà vedere fino al 3 novembre “l’Aiace suicida”, capolavoro dell’arte etrusca, finalmente tornato a casa. Trovato nel 1908, durante gli scavi governativi della “tomba dei letti funebri” a Baratti, naturalmente trasferito a Firenze. E sarebbe bello se, certo in prestito, piuttosto che nei magazzini del museo archeologico potesse restare. –
 

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