La protesta
Palazzina esplosa, gli specialisti dei vigili del fuoco cercano risposte fra le macerie
Si indaga sulla fuga di gas nella palazzina di via De Nicola che aveva causato l’esplosione dell’edificio e tre vittime
PORTOFERRAIO. Si indaga tra le macerie della palazzina crollata il 23 luglio in via De Nicola a Portoferraio, per stabilire le cause che hanno provocato lo scoppio che in pochi secondi ha spazzato via tre appartamenti e ha causato la morte di tre persone.
È arrivato all’isola d’Elba il nucleo investigativo dei vigili del fuoco che, dopo aver effettuato un sopralluogo nel pomeriggio di martedì, per capire come organizzare e pianificare il lavoro da fare, da ieri mattina si è messo all’opera con uomini e mezzi, con una pattuglia dei carabinieri a piantonare l’area.
Il team sta effettuando le operazioni peritali disposte dal sostituto procuratore Laura Guidotti che segue le indagini. Sono al lavoro il nucleo investigativo antincendi nazionale di Roma e il nucleo di polizia giudiziaria del comando di Livorno, in tutto 9 uomini, di cui 3 provenienti dai vigili del fuoco di Livorno, 2 dall’unità di comando di Prato e 4 del nucleo investigativo nazionale della capitale. Da Prato sono anche arrivati mezzi per lo scavo, mezzi piccoli che sono in grado di accedere all’area e di farsi largo tra le macerie provocate dallo scoppio.
La tragedia del 23 luglio fu causata da una fuga di gas che poco dopo le 4.30 del mattino provocò lo scoppio dei tre appartamenti. Un disastro che ha causato tre vittime, Silvano Pescatori e la moglie Grazia Mariconda (trovati nella stessa mattina sotto le macerie della loro casa dai vigili del fuoco) e Alberto Paolini deceduto la nottata successiva all’ospedale di Cisanello a causa delle gravi ustioni riportate. Sono rimaste ferite la moglie di Paolini, Silvia Pescatori, in via di guarigione e la figlia Elisa Paolini ancora all’ospedale di Cisanello, anche lei con ustioni importanti sul corpo. Sono rimasti illesi dal crollo del loro appartamento Andrea Ferrari, la moglie e il figlio adolescente.
Una tragedia che ha sconvolto l’isola, fin dall’inizio attribuita a una fuga di gas. Saranno proprio le indagini di questi giorni, almeno questo è l’obiettivo degli inquirenti, a chiarire come sia avvenuto lo scoppio. La risposta potrà arrivare dopo aver messo insieme le risultanze dei rilievi che sta eseguendo il nucleo investigativo e le testimonianze delle persone che sono state ascoltate.
Il capo della Procura, Ettore Squillace Greco, ha aperto un fascicolo per disastro colposo, da qui le indagini per capire cosa sia effettivamente quella mattina. Intanto l’area intorno alla palazzina è stata messa sotto sequestro dal giorno della tragedia. Unica deroga è stata concessa alla famiglia Ferrari che pochi giorni dopo il crollo è tornata sul luogo per recuperare arredi e vestiario dalla loro casa. Sono stati i vigili del fuoco di Portoferraio ad accompagnare la famiglia e a entrare in casa, vista la pericolosità della struttura.
Ora nell’area si sente, da lontano, il rumore dei mezzi dei vigili del fuoco e le voci degli uomini che stanno cercando indizi tra quello che resta delle tre case. Il nucleo investigativo si tratterrà all’Elba per due o tre giorni, a seconda di quello che sarà trovato tra le macerie della palazzina che potrebbe far terminare presto le indagini o protrarle più a lungo del previsto.
Successivamente ci sarà da chiarire anche quale sarò la sorte della palazzina crollata, se sarà definitivamente demolita e l’area bonificata o se ci saranno altre disposizioni.
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