Il Tirreno

galli e de santi sui sinkhole 

«corsini dovrebbe leggere i documenti»

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RIO MARINA. Non le hanno digerite gli ex sindaci di Rio Marina Renzo Galli e di Rio nell’Elba Claudio De Santi, ex assessore esterno della giunta Ferrari a Portoferraio fino al maggio 2019 e oggi uomo di riferimento del centrodestra toscano nelle file di Forza Italia, le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco di Rio Marco Corsini in merito agli sprofondamenti del terreno al Piano. I cosiddetti fenomeni di sinkhole che avevano costretto la Provincia ad aprire una bretella per consentire i collegamenti su strada tra Rio Marina e Cavo. Non sono andati giù quegli «anni di indifferenza e immobilità» pronunciati da Corsini riferendosi alle amministrazioni riesi passate, mentre con la sua legislatura finalmente «il processo si è messo in moto».

«E no, così non va bene – dice Galli - Il sindaco Corsini vada a leggersi tutta la documentazione prodotta durante la mia gestione. Se la ritiene valida prosegua e persegua le iniziative intraprese. Ecco il valore del confronto con i precedenti amministratori che egli non ha avuto l’umiltà di utilizzare. Chi ha lavorato in settori organizzati conosce bene il valore del dare e del ricevere le consegne, valore al quale il sindaco Corsini ha rinunciato per la sua presunzione di capire tutto in mezz’ora. Lo stesso dicasi per altri e non meno importanti dossier lasciati purtroppo aperti, quali per l’appunto le terme di Cavo, di cui non si conoscono le conclusioni dopo che la mezz’ora richiesta è ampiamente trascorsa. O la valorizzazione dei beni demaniali, che implica il proseguimento della trattativa col parco nazionale per l'attuazione del Piano integrato di sviluppo. Non mi pare che l’attuale amministrazione si dimostri particolarmente attiva, dal momento che a oltre un anno dalla fusione non si è provveduto nemmeno a modificare la segnaletica stradale, per cui il comune di Rio sembra esistere solo sulla carta». E De Santi, subito appresso: «Il ripetersi di piogge abbondanti e il variare della falda potrebbe portare ulteriori problemi non solo alle strade, ma anche alle abitazioni e alle persone, cosa di cui oggi nessuno parla, come se l’unico problema rimanesse la strada. Sentir dire a distanza di anni che uno è bravo e l’altro non lo è stato mi ha costretto a intervenire. Adesso avanti fino al progetto strutturale esecutivo e al finanziamento. Ma ripeto, al Piano di Rio un ponte sospeso di un chilometro non è da fare. Non serve». —

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