Sicurezza
Casani: «Il tavolo sindacale è ancora aperto»
La direttrice generale conferma la volontà di arrivare a una soluzione condivisa per evitare ricadute sul pronto soccorso
piombino. «Il tavolo sindacale sul nuovo accordo integrativo relativo all’emergenza e urgenza è stato convocato per i primi giorni della settimana prossima». È quanto rende noto l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest. Ed è un passaggio atteso per scongiurare la decisione di cinque dei 15 medici in forza al pronto soccorso di Piombino di lasciare l’ospedale. Una prospettiva che manderebbe in tilt la struttura d’emergenza guidata dal primario Paolo Cannito. La situazione è il frutto di un durissimo braccio di ferro tra i medici (attraverso i loro sindacati) e l’Asl sul trattamento economico che non prevede incentivi e indennità per questa categoria di professionisti, operanti in un settore delicatissimo, sottoposto a una pressione eccezionale.
I medici del 118 sono legati all’Asl da una convenzione che prevede il loro impiego sulle ambulanze e, solo su base volontaria, anche l’attività ospedaliera per supportare le attività del pronto soccorso e sopperire alla sua atavica carenza di organico. La trattativa va avanti da inizio estate: i medici avevano dato all’Asl un ultimatum per il primo settembre, poi hanno concesso altri 15 giorni. Adesso sembra essersi aperto uno spiraglio per evitare il caos.
«Siamo al lavoro per tentare l’ultima carta prima del disastro – avevano spiegato al Tirreno nei giorni scorsi Giovanni Belcari, Alberto Nannelli e Umberto Vetrano del sindacato Snami –, abbiamo sottoposto all’azienda la nostra ultima apertura con una controproposta. Tra l’altro interverrà anche il presidente dell’Ordine dei Medici per provare a risolvere questo inedito e gravissimo conflitto».
I punti all’ordine del giorno del tavolo sindacale, oltre al compenso incentivante per lo svolgimento delle prestazioni all’interno dei pronto soccorso e all’Isola d’Elba, riguardano altre indennità che dovranno essere uniformate su tutto il territorio aziendale, le principali riguardano la mensa, l’indennità per i superfestivi, le reperibilità, la retribuzione per le certificazioni Inail. «Trovo singolare – commenta il direttore generale Maria Letizia Casani – che si minacci l’interruzione del servizio quando è ancora aperto il tavolo sindacale. Di fatto la direzione ha dimostrato massima apertura, anche dal punto di vista economico». Da parte della Asl c’è la volontà di arrivare a una «soluzione condivisa evitando scontri che porterebbero danno alla popolazione. Inoltre, i medici convenzionati, a seconda delle funzioni svolte, sono incaricati di pubblico servizio del quale devono garantire la continuità». —
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