Il Tirreno

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Ripristino Provinciale 26 c’è un primo progetto

Luigi Cignoni
Ripristino Provinciale 26 c’è un primo progetto

In base allo studio di fattibilità per sistemare la strada servono 1,5 milioni di euro Il sindaco Corsini: «Con i primi mesi del 2020 potrebbero iniziare i lavori»

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RIO MARINA. Che sia questa l’ultima estate per la bretella del Piano, la larga deviazione praticata sulla Provinciale 26 dopo il ripetersi di fenomeni di cedimento di settori stradali, per consentire comunque i collegamenti da e per Rio Marina-Cavo? Sembrerebbe di sì. Almeno così l’ha fatto capire il sindaco del Comune di Rio Marco Corsini. «Penso – dichiara al Tirreno – che ci troviamo sulla dirittura d’arrivo, dopo diversi anni con cui abbiamo imparato a convivere con il fenomeno degli avvallamenti al Piano. Con i primi mesi del 2020 potrebbero iniziare anche i lavori di sistemazione della Provinciale, la cui esecuzione, secondo i piani fatti elaborati dalla nostra stessa amministrazione, non prevede tempi lunghissimi. Si può azzardare che nella prossima primavera e quindi l’estate che arriverà i cittadini di questo versante potranno liberamente circolare sul vecchio tracciato del Piano, senza fare il tortuoso percorso alternativo. Almeno così spero».

Dunque scritta la parola fine sulla viabilità della strada principale di questo versante dell’Isola? Può darsi. E una spinta all’ottimismo l’ha data Marida Bessi, presidente della Provincia, firmando il decreto con cui prende atto delle valutazioni espresse dai tecnici provinciali. I quali hanno approvato il progetto di fattibilità tecnica economica relativo ai lavori di ripristino. Il progetto è stato redatto dalla società romana Prometeo Engineering Srl, dietro incarico del Comune di Rio. «Società notoriamente qualificata – tiene a puntualizzare il sindaco – nel campo delle infrastrutture da realizzare in particolari condizioni geotecniche». Lo studio è stato finanziato da Palazzo Granducale per una spesa di oltre 50 mila euro.

Da questo momento la Provincia potrà procedere con la progettazione definitiva. Sarà impegnata nel reperire le risorse economiche che andranno a sovvenzionare l’opera (lo studio di fattibilità stima che si dovrebbero aggirarsi attorno a 1,5 milioni di euro). Ma intanto con i primi mesi del 2020 si parte. «Mi ritengo fiducioso nel buon esito della vicenda», sostiene il primo cittadino del Comune di Rio. Così, si chiude un lungo capitolo della viabilità sul versante minerario dell’Isola. Difatti è dal gennaio 2013 che i riesi hanno imparato a conoscere un’altra parola inglese, “sinkhole”, che significa dolina, voragine. Quelle che si aprono via via sulla carreggiata del Piano. Ed è in quello stesso periodo che la Regione autorizzò uno studio per capire l’origine del fenomeno.

Ora si può sicuramente affermare di trovarci in presenza di uno strato di calcare insaturo spesso circa una decina di metri. «Le oscillazioni del livello dell’acquifero profondo – si legge nella relazione tecnica – non interferiscono con i depositi quaternari. Tali oscillazioni non sono all’origine degli sprofondamenti avvenuti nell’area, le cui cause appaiono legate piuttosto a fenomeni di filtrazione dall’acquifero superficiale, con conseguente trasporto di materiale e innesco di fenomeni franosi». «Comprendo lo scetticismo. Ma dopo anni d’indifferenza grazie all’iniziativa del Comune, il processo si è messo in moto – conclude Corsini – E ne sono contento».

Luigi Cignoni

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