Sicurezza
«Presenze turistiche, difficile fare di più senza strutture adeguate»
Fabrizio Lotti, presidente toscano di Assoturismo parla di sostanziale tenuta rispetto alla scorsa stagione ma insiste sui servizi
PIOMBINO. Per chiudere il conto delle presenze turistiche ci sarà da aspettare la fine della stagione. Le prime indicazioni per la Toscana parlano di una leggera flessione. «A macchia di leopardo», per dirla con Fabrizo Lotti, vicepresidente nazionale Fiba Confesercenti, presidente regionale di Assoturismo e titolare del bagno La Capannina.
In questo quadro la Val di Cornia avrebbe retto abbastanza bene. «Dopo il boom dello scorso anno sarebbe stato difficile crescere, con i servizi che abbiamo», fa notare.
Circa 660 mile presenze nel 2003, un milione e 5 mila l’anno scorso tra Piombino (passato da circa 560 mila a 805 mila), Suvereto (da 18 mila a circa 65 mila) e Campiglia dove le 82 mila presenze si sono trasformate in 135 mila. Nella statistica entrano le persone che hanno dormito anche una sola notte da queste parti.
Nel 2003 in Costa est il tratto di spiaggia in concessione era di un km e 800 metri su 8 complessivi. Come ora. E questo fa dire a Lotti che, con un incremento del genere negli arrivi e le potenzialità, qualche domanda sulla necessità di accrescere il numero di servizi attrezzati bisognerà porsela. Senza dimenticare, però, che sulla capacità o meno di attrarre turisti, (a Piombino gli stranieri sono stati pochi) pesano anche altri fattori che Lotti individua nella concorrenza di Paesi tornati a salire tra le destinazioni, come la Croazia, l’Egitto e la Grecia. Qualità dei servizi migliore, a partire dalla mobilità, e costi più accessibili.
«Siamo meno competitivi, non c’è niente da fare. Intanto - prosegue - per un problema di tasse: da noi l’Iva per il settore è del 22%, in Grecia il 6 a fronte di una media europea del 9. Poi, il costo del lavoro e le imposte locali, come quelle sui rifiuti, che sono molto pesanti».
Anche la crisi il suo carico lo mette. Stime in possesso di Lotti dicono che quest’anno il 43,7% di italiani non ha potuto permettersi almeno una settimana di vacanze, contro il 9,3% della Svezia e circa il 15 della Germania.
Anche da un punto di vista più strettamente commerciale le somme della stagione si faranno tra un po’. Qualche indicazione c’è. Si è appena chiusa l’edizione 2019 dello Sbaracco estivo, rinnovata nella formula che ha previsto 3 giornate (con un recupero per maltempo) invece che due.
La richiesta di allungare era stata avanzata a Confesercenti, che organizza la manifestazion, dai commercianti stessi. Un tentativo di coinvolgere i turisti presenti in zona nella settimana di ferragosto e anche i residenti, la settimana dopo, che magari nel ponte di ferragosto erano via.
«I risultati sono stati soddisfacenti - commenta il presidente di Confesercenti Antonio Baronti - sia per l'affluenza di persone, sia per quanto riguarda le vendite, dopo una stagione che non ha toccato picchi molto alti. Ormai - prosegue - nei negozi si trovano promozioni durante l'intero arco dell'anno e i saldi non esercitano più la stessa attrazione rispetto ad anni fa. Lo Sbaracco rappresenta pertanto un'occasione per farsi conoscere e fare affari, svendendo l'invenduto».
«Come emerge da un’indagine sul secondo trimestre 2019 svolta dalla Camera di Commercio Maremma e Tirreno e come accade da almeno un paio di anni, - prosegue - le attività manifatturiere e le attività del commercio, entrambe con un trend negativo pari a -1,3%, continuano ad assottigliarsii. Sono settori anche questi che risentono della ridotta capacità di spesa dei consumatori. Lo Sbaracco, quindi, è un evento irrinunciabile per il commercio cittadino». —
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