Gioco
Scarcerata la suveretana Sonia Santi La donna ribadisce di non aver sparato
Resta dentro invece Mirko Meozzi, ritenuto l’autore materiale del delitto. I due continuano ad accusarsi a vicenda
SUVERETO. Ha lasciato la sua cella a Sollicciano ieri mattina Sonia Santi, la donna di 33 anni di Suvereto accusata di aver preso parte alla sparatoria che si è consumata nella notte tra l’11 e il 12 agosto nei boschi di Gavorrano, costata la vita a Bouazza Jarmouni, 25 anni marocchino, mentre il suo connazionale Rahaal Eljamouni, 19 anni, è rimasto gravemente ferito. Il giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato difensore di Santi, Loredana Giuggioli, in cui sosteneva che non sussistevano gli elementi per trattenere la sua assistita in carcere. In subordine, il legale aveva chiesto di cambiare la misura nei domiciliari, ma il magistrato ha accolto in pieno la sua istanza, lasciando libera la donna su cui pende ancora l’accusa di concorso anomalo nell’omicidio e del tentato omicidio dei due spacciatori. C’è la droga, del resto, al centro di questa vicenda, venduta in un bivacco allestito nei boschi vicino alla frazione di Filare. Cocaina, per la precisione: era quella che andavano cercando, stando a quanto ricostruito Santi e Mirko Meozzi, 45enne di Scarlino, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio e del tentato omicidio. I due quella notte sono arrivati nella macchia con l’idea di rapinare i due marocchini, tanto dei soldi quanto della droga, ma qualcosa non sarebbe andato come previsto. Dopo l’arresto, avvenuto pochi giorno dopo, si sono scambiati reciprocamente la stessa accusa a distanza: Meozzi durante l’interrogatorio ha detto che è stata lei a sparare, sdraiandosi a terra e prendendo la mira; Santi invece ha detto che è stato Meozzi a ideare la rapina e a sparare. Versione che la donna continua a ribadire, sebbene la pistola con cui gli investigatori sono convinti sia stato commesso l’omicidio appartiene proprio a lei, cacciatrice e appassionata di armi, regolarmente denunciata. Arma sequestrata dai carabinieri nella sua casa suveretana, quando sono andati ad arrestarla. Nella sua ricostruzione, Santi quella notte ha solamente accompagnato Meozzi nel bosco: tutto quello che è accaduto dopo lo ha fatto lui. L’uomo è ancora in carcere a Terni, dove è stato trasferito dopo esser stato minacciato da altri detenuti marocchini in quello di Grosseto, in attesa di lunedì quando è in agenda il riesame. La donna invece è già potuta tornare a casa, in quanto secondo il giudice non sussistono rischi circa un pericolo di fuga né di inquinamento delle prove. —
Alfredo Faetti
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