Il Tirreno

Nell’aria il profumo delle acciughe, e la piazza si riempie

Nell’aria il profumo delle acciughe, e la piazza si riempie

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Marina di campo. «Il limone nelle acciughe fritte? Ma stai scherzando, così viene moscia». E il segreto del polpo all’elbana? «Il tempo di cottura. Noi si fa come lo faceva il polpaio che vendeva le granfie in piazza a Portoferraio». Bastava fare un giro tra gli stand allestiti in piazza della Salata per imbattersi in qualche segreto della buona cucina elbana. Segreti che, sia chiaro, sono diversi a seconda della zona dell’isola che si bazzica. Giovedì Il Tirreno con la grande famiglia di Un’altra estate ha messo alla prova l’abilità dei cuochi e delle aziende campesi (nel 2018 la tappa elbana fu a Marciana Marina e nel 2017 a Capoliveri). E il risultato è stato eccezionale. Mentre Irene Arquint, giornalista ed esperta enogastronomica, intervistava i vari produttori locali, il profumo delle acciughe fritte lentamente conquistava la piazzetta che dà sul porto turistico che, chissà perché, rapidamente si riempiva di persone. Lo stand degli Amici del Porto, l’associazione che si occupa degli eventi gastronomici del paese, era uno spettacolo assoluto: acciughe fritte da un lato, polpo lesso dall’altro. «E l’omo vive», come si dice all’Elba. Poco più in là, nello stand dominato dalla palamita in ferro battuto dell’artista Luca Polesi, lo staff di Acli Pesca, la cooperativa dei pescatori campesi che rifornisce di pesce i ristoranti dell’isola, riempiva delle piccole barchette di plastica con porzioni di palamita sott’olio. Sapore delicato, consistenza perfetta. La fila di persone col piattino in mano erano una prova di quanto la scelta della palamita sia stata efficace. Ma è facile pescare la palamita? «Ci si prova, ma mi ca sempre ci riusciamo – scherza Gaetano Avellino – per un’altra decina d’anni “aguantamo”, poi basta». Ma non vorrai mica restare a bocca asciutta in una situazione del genere? E infatti, a stretto giro, Guido Allori, titolare di un’azienda di Lacona, e Lorenzo Camerini dell’azienda vinicola Cecilia servivano bicchieri di ansonica e aleatico.

La novità di quest’anno, tuttavia, stava tutta nel dolce. Tre stand di gelato, altrettanti gusti particolari. Uno di questi, servito dal pluripremiato gelatiere Giampaolo Doti di Ghibli, è elbano al 100%, visto che è fatto con l’aleatico. Ma quelli di Cinzia Fior (Nonna Orsa) e Stefania Pisani (Da Tiffany) non sono stati da meno. La dolcezza del gelato, in questo caso, è stata provvidenziale. Doveva spegnere sul nascere quel retrogusto di amarezza, di nostalgia. Un’altra estate è finita, ma di certo tornerà il prossimo anno. —

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di Redazione web