Sicurezza
Sono 87 le tartarughine che si sono tuffate in mare
Volontari organizzati dal Wwf, più SeaShepherd con la regia di tarAmare (OTB). Immagini raccontano le emersioni mentre già si programma cosa fare nel 2020
SAN VINCENZO. Nati ufficiali, alla fine del conteggio dei gusci, 87 su 121 uova. Rimigliano si dimostra davvero incubatrice eccellente per i tartarughini.
Quest’anno, ogni notte dalla schiusa, un mini borgo di volontari con la tenda sulla spiagga, rigorosamente a “ luce rossa” (per non disturbare i neonati rettili), intenti ad accudire il cratere d’uscita sul nido.
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«87 le tartarughine arrivate al mare, – spiega il vice presidente Wwf Livorno Stefano Gualerci – più di quante sono state conteggiate soprattutto la prima notte, quando in anticipo rispetto alle previsioni, qui c’era solo Manuel Micheli volontrario di Sea Shepherd Italia che è riuscito a fare un gran lavoro». Valido risultato 87 rispetto alla cinquantina nate al Nido dell’Aquila nel 2018. «Abbia bissato l’esperienza dello scorso anno – prosegue Gualerci – coinvolgendo ancor più cittadini e turisti che ci hanno aiutato in tutti i modi. Grazie ai radioamatori per il controllo delle temperature. Massimo collaborazione con le autorità e grazie per l’ospitalità dal bar ristorante Al Tramonto». In spiaggia grande attesa con massima cura dell’ambiente coinvolgendo nel rispettoso silenzio i tanti curiosi visitatori... «Siamo riusciti – dice Gualerci – a ricreare il clima del 2018 facendo tesoro dell’esperienza e migliorando ancora . E visto che non è più un caso, ma un appuntamento fisso stiamo già pensando a un ’organizzazione più accurata sia per l’informazione nei villaggi che per i controlli alla ricerca delle tracce da Rimigliano a Donoratico».
«Lungo il corridoio recintato – aggiunge – si sono alternate una quarantina di persone. e tra queste un bel gruppo si è già spostato a Grosseto, per il controllo dei nidi dove si attende la schiusa: chi volesse partecipare può scrivere a wwfyoungtoscana@gmail.com».
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A seguire lo scavo del nido Luana Papetti (tarAmare, qui per l’Osservatorio toscano biodiversità, OTB): «Abbiamo proceduto dopo che per tre notti consecutive non si era registrata più alcuna emersione – ricorda la biologa – La camera del nido conteneva 88 gusci 30 uova intere 2 piccoli morti, un uovo aperto ma non sviluppato.Il bilancio? Su 121 uova totali – conferma – 88 sono arrivate a buon fine con schiusa e fuoriuscita del piccolo, 1 però è morto durante la risalita. Quindi alla fine 87 sono i nati da questo sito ed arrivati al mare. Successo di schiusa 72 %. C'è poi un altro bilancio da fare: quello delle tante persone conosciute durante queste notti di monitoraggi e di assistenza – sottolinea Papetti – . Persone silenziose, rispettose che nelle notti magiche di questo parco naturale, abbiamo potuto conoscere meglio. Persone disposte ad aspettare intere nottate ascoltando e guardando il mare solo per vivere queste emozioni....». Immagini e video, notte dopo notte, per raccontare l’emersione in gruppo o in solitaria (grazie a Alessandro Lorenzelli, ma pure Alessio Lorenzini e Stefano Giorgerini). Materiale documentario che è stato condiviso sui social per permettere anche a chi era tornato a casa di poter condividere l’attimo della risalita dal cratere di queste piccolette che una volta fatto capolino si guadagnano il mare seguite a vista dai volontari. Sempre in spiaggia pure personale Arpat e dell'Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana, più Capitaneria di porto e Comune di San Vincenzo. Una certezza che mamma tartaruga troverà tutti gli addetti alla nursery prontissimi.
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