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Il Comitato all’attacco di Terna «Continua a prenderci in giro»

Michelangelo Pasquinelli
Il Comitato all’attacco di Terna «Continua a prenderci in giro»

Oltre alle solite preoccupazioni sul potenziamento dell’impianto elettrico ai Forni si accusa la società di non aver mai informato a dovere i cittadini e gli enti pubblici

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SUVERETO. Non è d’accordo sul merito e sul metodo il “Comitato salute ambiente consapevolezza informazione per Suvereto” sul potenziamento dell’impianto Sacoi3 della Terna ai Forni.

Recentemente il Comune di Suvereto ha dato parere favorevole sulle modalità della società sul coinvolgimento delle istituzioni locali e i cittadini sull’evolversi della situazione e i cambiamenti rispetto alla prima contestazione del progetto di ampliamento. «Il ministero dello Sviluppo economico lo scorso luglio riferisce di aver ricevuto una “descrizione dettagliata” del progetto fin dal 19 dicembre 2017, ma negli incontri tenuti nel 2018 da Terna – osservano al comitato che vanta 150 aderenti fra i quali molti imprenditori e viticoltori - i suoi diligentissimi delegati continuavano a giurare di non essere in grado di fornire informazioni di maggior dettaglio rispetto alle scarse notizie, che di quel collegamento lesinavano agli abitanti della Val di Cornia, accorsi numerosi per informarsi su quali altre devastanti installazioni avrebbero dovuto subire per il cosiddetto bene comune e sotto quali altre emissioni inquietanti avrebbero dovuto rassegnarsi a far crescere i propri figli, per continuare a vivere in questo territorio. Ancora il 22 luglio scorso, quando la multinazionale risultava avere già depositato “Istanza di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio” i sette funzionari delegati per incontrare la comunità di Suvereto con il suo sindaco e tre esponenti del nostro comitato, si rifiutavano di fornire dati tecnici e dimensionamento degli impianti del nuovo Sacoi3, tanto che i delegati Arpat, presenti a quella riunione, si affrettavano a chiarire di non aver potuto ancora visionare il progetto per svolgere le proprie valutazioni. Eppure la fase di consultazione pubblica deve svolgersi obbligatoriamente ed esaurientemente».

Il Comitato si è anche rivolto direttamente al ministero non essendo «affatto soddisfatti di quelle consultazioni, ma presi in giro e trattati come sudditi del nuovo podestà: il profitto a tutti i costi. Terna non ha mai diffuso, pur obbligata per legge, “una proposta di progetto, con indicazione, chiara e circostanziata, degli obiettivi e delle caratteristiche principali”, provando ad allettare con promesse di elargizioni la precedente amministrazione comunale, senza mai nemmeno formalizzarle per iscritto».

Nell’istanza ministeriale del comitato si rinfaccia anche la mancata informazione completa sull’impatto ambientale e sulla salute. «La stessa Arpat – prosegue il Comitato - non ha potuto ancora individuare nemmeno le fasce di attenzione, come dichiarato nel corso della riunione del 22 luglio, dichiarando di non possedere nemmeno gli strumenti per effettuare misurazioni dell’induzione magnetica statica e che le misurazioni effettuate sul perimetro della attuale centrale hanno evidenziato il superamento della soglia limite fissata per le nuove installazioni in numerosi punti. Questo preoccupa perché a poche centinaia di metri dal perimetro della stazione ci sono diverse abitazioni e note aziende agricole, che producono vini di eccellenza, mentre i numerosi visitatori passano inconsapevoli sotto quei cavi, proprio come tutti gli abitanti dei Forni. Ciò diventa angoscia, se si considera che la quantità di energia trasportata dal nuovo collegamento dovrà raddoppiare e attraversare la nostra valle, non si sa ancora bene passando su quali campi coltivati, su quali case, su quanti e quali dei nostri figli». —

Michelangelo Pasquinelli

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