Il Tirreno

emergenza occupazionale 

«Bidelli senza diritti se non si stabilizzano»

Flavio Lombardi
«Bidelli senza diritti se non si stabilizzano»

Allarme lanciato dalla Cgil a pochi giorni dal suono della campanella. «Solo in provincia, un problema per 118 persone»

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LIVORNO. «Servono risposte e impegni concreti, in mancanza dei quali metteremo in campo tutte le iniziative necessarie. Mobilitazione compresa». L’avvertimento è chiaro ed arriva dalla Cgil che difende i diritti dei collaboratori scolastici (i bidelli) che attendono l’internalizzazione sulla quale invece al momento non ci sono certezze. Un invito che arriva dai rappresentanti livornesi che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa nella sede di via Giotto Ciardi. «Si dia un seguito alle osservazioni e le proposte fatte nell’incontro del 1 agosto - dice Flaviano Bardocci funzionario Filcams - per dare l’impulso decisivo alla pubblicazione del decreto interministeriale necessario alla stabilizzazione e per l’avvio delle procedura selettiva. Si devono trovare soluzioni, modalità e risorse per la continuità di occupazione e di reddito per tutti questi lavoratori occupati negli appalti scuole». Il clima di incertezza a pochi giorni dalla campanella non è più tollerato, insomma. In ballo ci sono gli ausiliari al servizio delle scuole. Sia gli “Ata” (statali) sia quelli della parte appalti, più interessati alla questione. Nella nostra provincia sono 118 (circa il 10% del totale impiegato), in Toscana circa 600, in tutta Italia 16mila. Gente che dal 1998 gravita nel mondo della scuola con la solita formula, vivendo e subendo il mondo degli appalti, con riduzioni di orario e instabilità a livello lavorativo. «Come sindacato - riprende Baldocci - ci siamo sempre battuti per trovare una stabilizzazione in un mondo fluido. Con le persone che non sanno ogni anno dove andare, cosa fare, e con stipendi part time da 500-600 euro massimo, pulendo e avendo in molti casi compiti di sorveglianza dei nostri ragazzi, con responsabilità importanti». Con la legge di bilancio 2018 è arrivato lo stop agli appalti. Quindi dal 1 gennaio del prossimo anno la situazione dovrebbe cambiare. Internalizzando tutti a livello statale. Ma qualcosa si è inceppato e siamo nettamente in ritardo con i tempi. Senza contare che i posti disponibili su tutto il territorio nazionale saranno 11500 e qualcuno resterebbe a casa da un giorno all’altro. Nella provincia di Livorno, per esempio, entrerebbero in graduatoria solo 73 lavoratrici e le altre 45 sarebbero “rottamate”. «E chi deve pagare un mutuo per esempio, cosa dovrebbe fare?» - dice Pieralba Fraddanni della segreteria Filcams provinciale. Mentre Licia Mataresi della Flc (federazione lavoratori della conoscenza) avvisa che ci sono scuole che hanno fabbisogno di personale ma per la politica del risparmio restano vacanti. —

Flavio Lombardi

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