Il dolore
La Cgil chiede chiarezza sulla morte in cantiere di Cosimo Blasi
PORTOFERRAIO. «Chiarezza sulle cause della morte di Cosimo Blasi». È quanto chiede il sindacato Fillea Cgil, che interviene esprimendo cordoglio per la morte dell’operaio di 50 anni. L’uomo si trovava all’interno di un’area di cantiere in località Carpani, a Portoferraio. Il suo corpo senza vita è stato trovato nello spazio all’esterno della casetta in ristrutturazione. Non è ancora chiaro il motivo del decesso, con due ipotesi in piedi. Blasi potrebbe aver accusato un malore fatale. Ma non è escluso che possa aver perso la vita in seguito a un incidente sul lavoro la cui dinamica sarebbe tutta da chiarire (l’ipotesi sarebbe quella di una morte causata da una scarica elettrica). «In attesa che gli organi competenti accertino la causa della morte e che le indagini chiariscano a che titolo Cosimo fosse all'interno di un cantiere i cui lavori pare fossero fermi, la Fillea – spiega il sindacato – ribadisce la necessità che sui cantieri siano fatti continui controlli e si faccia una vera lotta al lavoro irregolare».
Il cantiere a Carpani è stato posto sotto sequestro, mentre all’inizio della prossima settimana dovrebbe essere eseguita l’autopsia che fornirà elementi importanti per chiarire la causa della morte del 50enne originario di Brindisi, ma residente da tempo a Portoferraio. —
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