Il Tirreno

parla il futuro presidente 

«Discarica Rimateria, situazione difficile ma certo non arrivo per chiuderla»

Cristiano Lozito
«Discarica Rimateria, situazione difficile ma certo non arrivo per chiuderla»

Francesco Pellati si presenta: serve capacità di mediazione, credo si possa allargare la visuale sul futuro dell’azienda

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«Molti fattori rendono complessa la situazione di rimateria. Non ho esperienza nel settore dei rifiuti, ma ho gestito molte aziende e credo che i concetti poi alla fine siano sempre gli stessi».

Francesco Pellati, l’uomo proposto dal sindaco Francesco Ferrari ai soci privati per la presidenza di Rimateria, risponde al Tirreno dalla sua casa di Castellina Marittima: confida di «aver accettato dopo una lunga riflessione. Avevo conosciuto Ferrari qualche anno fa e mi aveva fatto una buona impressione, poi ci siamo frequentati ed è nato un rapporto di stima reciproca. Perché ho accettato? Avevo venduto la mia azienda di pelletteria, che realizzava accessori per la moda, oltre 20 anni fa, ma dopo poco ho capito cos’è la noia. Così con un socio ho acquisito un’altra azienda, ceduta poi pochi anni fa. Diciamo che i miei neuroni girano ancora bene, e mi piacerebbe compiere un’ultima azione virtuosa, una cosa che funzioni e che faccia del bene alla vita della gente».

Pellati ha 83 anni ma ancora molta energia. Nell’accettare un incarico così probante, sembra aver pesato indubbiamente la stima per Ferrari, ma pure la convinzione che «una volta affrontate le questioni con la necessaria razionalità, si possa allargare anche la visuale sul futuro di questa azienda. Credo serva capacità di mediazione, forse venire da fuori in questo caso può essere un vantaggio».

Non vuole ancora parlare del mandato che gli verrà affidato «perché il mio nome è ancora una proposta. Se tutto andrà bene spero in tempi rapidi di potermi mettere a disposizione». In realtà lo stesso Ferrari ha spiegato che il nome di Pellati ha già incontrato il favore di Unirecuperi e Navarra.

Vuole sgombrare il campo dall’ovvia suggestione che il suo nome sia stato scelto dal sindaco per ragioni politiche: Pellati infatti è stato a lungo presidente toscano della Lega, «ma guardi – dice il manager – le assicuro che la politica non c’entra nulla, e soprattutto non entrerà in alcun modo nel mio lavoro a Piombino».

La situazione che si è creata a Rimateria, ieri ha fatto dire al Pd «che Ferrari vuol chiudere l’azienda», e sul punto Pellati vuol chiarire «che se ognuno ha diritto di esprimersi, un fatto è certo, e cioè che mai nella mia vita sono andato a gestire un’azienda per farla chiudere».

Sui problemi dell’azienda che tratta rifiuti speciali, Pellati sostiene di avere un quadro generale ma, «come diceva il presidente Luigi Einaudi, prima conoscere, poi discutere, poi deliberare».

Sugli impegni presi da Ferrari con i piombinesi, in sostanza il no al raddoppio della discarica , l’opinione di Pellati è che «in realtà Ferrari ha semplicemente raccolto le esigenze espresse dai piombinesi, decisamente comprensibili».

Insomma, in uomo dalla così grande esperienza certo non manca la consapevolezza «che la situazione è molto difficile, con una responsabilità che è pubblica, per ovvie ragoni, e una maggioranza privata. Qui ci sono condizioni pesanti per i cittadini, ereditate dal passato. Ma non è il mio compito dare giudizi o fare processi sulle ragioni che hanno portato una certa situazione. Io guardo in avanti, lavorerò – conclude – per far coincidere le diverse esigenze». —

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