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«Il progetto Sacoi3 sta andando avanti al rallentatore per la burocrazia»

M.P.
«Il progetto Sacoi3 sta andando avanti al rallentatore per la burocrazia»

Il sindaco Jessica Pasquini replica alla lista d’opposizione che insiste sulla scarsa chiarezza anche sul piano ambientale

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SUVERETO. «La procedura relativa al progetto Sacoi3 va avanti tra i meandri incredibili della burocrazia», come ha riepilogato il sindaco Jessica Pasquini rispondendo all’interrogazione dell’opposizione.

In merito alla situazione attuale delle procedure, il sindaco ha confermato che Terna ha presentato in data 16 luglio scorso istanza di autorizzazione alla costruzione dell’impianto al Ministero dello sviluppo economico che a sua volta lo ha girato a decine di altri organismi ministeriali, regionali, locali, tecnici.

L’interrogazione del capogruppo di opposizione Cristina Solignani era sostanzialmente un rimprovero per il mancato coinvolgimento del consiglio comunale sul parere positivo del Comune rispetto all’attività consultiva (verso istituzioni e cittadini) di Terna, sul progetto e sulle sostanziali condizioni di assenso verso l’opera.

Per la minoranza non si è fatta ancora sufficientemente chiarezza per le garanzie sull’impatto ambientale e sulla salute, mentre il Comune si rifà agli esami dell’Arpat che non rilevano problematiche di sorta.

Con queste garanzie viene insomma liquidata gran parte dell’interrogazione sulla presunta insufficienza del cosiddetto “tavolo tecnico” che vedeva rappresentanze locali e la stessa Arpat, mentre l’opposizione aveva chiesto una commissione ufficiale del Comune con vari esperti terzi. La Pasquini l’ha però esclusa in presenza di tanti altri pareri tecnici ad alto livello che dovranno palesarsi, oltre alle notevoli risorse che ci vorrebbero per allestirne un’altra autonoma, con le finanze comunali che non lo permetterebbero.

Nel volgere di pochi mesi si era passati dalla contrastata prima ipotesi del progetto Sacoi3 di Terna, alla soluzione “individuata con il territorio”, superando l’allargamento molto contestato dell’area della centrale, senza il consumo di nuovo suolo agricolo e i grandi volumi urbanistici in una zona di interesse agricolo e turistico.

Nacque anche un comitato “del no” con alcuni esponenti dell’allora e attuale maggioranza che – come ha polemicamente ricordato Dell’Agnello – «contestò l’allora sindaco Giuliano Parodi che aveva parlato più da dipendente Terna che rappresentante del comune, sposando il primo e, per fortuna, abbandonato progetto».

Ma ormai non ci saranno ampliamenti, saranno adottate soluzioni tecnologiche per garantire l’insonorizzazione dell’impianto e tutto sarà poi arredato con importanti alberature per creare un’area verde ben assimilata con l’ambiente, mentre saranno demoliti oltre 25 km di esistenti linee elettriche, di cui 16 nel territorio comunale di Suvereto.

Fin dalla prima assemblea pubblica di fine legislatura vennero in ballo le cosiddette “opere pubbliche di compensazione” che attraverso un protocollo d’intesa Terna avrebbe contribuito a realizzare per Suvereto, a fronte dell’opera. Era questo uno dei tanti interrogativi rivolti da Solignani al sindaco che ha risposto che «ad oggi non vi è nessun documento ufficiale di formalizzazione e quantificazione di opere pubbliche compensative, che risultano essere una interlocuzione verbale che sarà ripresa in maniera subordinata rispetto alle determinazioni che verranno assunte a tutela della salute ed alla salvaguardia dell'ambiente».

Le polemiche si sono concentrate molto sul metodo con contestazioni alla giunta da parte dell’opposizione che non si sente coinvolta. Opposizione che denuncia fermamente l’assenza di comunicazione e informazione se non tardiva e carente.

Il sindaco Pasquini e anche il capogruppo Donnoli però difendono l’operato e l’essere riusciti a superare il progetto iniziale molto negativo, mentre rinfacciano alla minoranza di non aver ancora detto chiaramente se approvano o meno il progetto.

Da parte sua Terna interviene per confermare il dialogo con le istituzioni e le comunità locali «per studiare ulteriori accorgimenti che consentano di minimizzare l'impatto visivo della nuova stazione elettrica di conversione di Suvereto, facente parte - ricorda infine la società - del progetto Saico3 di cui è stato avviato il procedimento di iter autorizzativo». —

M.P.

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