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Gru in riparazione, a caricare la vergella la Compagnia portuali
Negate altre banchine, protestano le rsu di Piombino Logistics «Situazione inaccettabile, occorre trovare delle soluzioni»
PIOMBINO. Sabato è attesa in porto una nave che dovrà imbarcare alcune decine di migliaia di tonnellate di vergella, per un ordine anticipato di un cliente.
A caricarle non saranno i lavoratori di Piombino Logistics ma quelli della Compagnia portuali, per l’impossibilità di usare le gru, che in questo momento sono oggetto di riparazione e revamping.
L’azienda – che prevede di riavere i propri mezzi operativi dopo il 10 settembre – aveva chiesto la possibilità di utilizzare le banchine commerciali con proprio personale ma l’Autorità portuale ha spiegato che per l’autorizzazione serviva il parere della commissione consultiva, e i tempi stretti non consentivano di dare l’ok.
Una situazione che non è piaciuta alle rsu di Piombino Logistics: «L’azienda ci ha comunicato che il 31 agosto è previsto l’arrivo di una nave che dovrà imbarcare alcune decine di migliaia di tonnellate di vergella – scrivono in un comunicato – e che questa, non potendo ormeggiare al nostro pontile, sarà dirottata su una banchina pubblica del porto commerciale. Il nostro personale rischia, ancora una volta, di restare in regime di ammortizzatori sociali pur in presenza di traffici siderurgici. Questo per noi non è più accettabile».
Per il sindacato «non è più ammissibile che i lavoratori della Piombino Logistics e le loro famiglie restino schiacciati tra un’azienda che ritarda i necessari investimenti e una burocrazia lenta, cieca e sorda alle esigenze delle imprese e e dei lavoratori che operano nel porto di Piombino».
Le rsu chiedono dunque «che azienda e istituzioni si confrontino e individuino soluzioni per far fronte a questa emergenza affinché non si privi i lavoratori di Piombino Logistics della loro attività, consentendo loro, in via del tutto eccezionale, lo scarico della nave in arrivo».
Chiedono inoltre all’azienda «di avviare programmi concreti di manutenzione di banchine e dei necessari mezzi di scarico con opportuna lungimiranza e programmazione al fine di evitare imbarazzanti o pretestuose situazioni di difficolta. Tutto ciò – è la conclusione – al fine di salvaguardare i diritti e la dignità di tutti i lavoratori di Piombino Logistics». —
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