Il Tirreno

La stagione del turismo 

L’estate da incubo degli affitti estivi: «La flessione c’è, non si può ignorare»

Ilaria Leonelli
L’estate da incubo degli affitti estivi: «La flessione c’è, non si può ignorare»

Le agenzie in allarme: «Le vacanze sono sempre più brevi I proprietari si decidano a tenere standard più alti»

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PORTOFERRAIO. Questa stagione 2019, all’Elba, continua a riscuotere dei “liscia e bussa”. Dopo le impressioni non proprio confortanti dei balneari confidate nei giorni scorsi e pubblicate dal Tirreno, si iniziano a tirare le fila anche nel settore degli affitti estivi. E le buone notizie non arrivano neanche da questa parte, come confermano le agenzie turistiche del territorio.

«La flessione c’è ed è impossibile non vederla – ha dichiarato Marino Garfagnoli, titolare dell’agenzia Il Genio del Bosco – parlo non solo degli affitti, ma di presenze in generale sull’isola, che di conseguenza influiscono su tutti i settori economici. Per quanto riguarda le locazioni turistiche poi, sicuramente il fenomeno sempre più diffuso dei privati che usufruiscono dei portali online per affittare le strutture incide non poco sul mercato e sul volume d’affari delle agenzie».

E se il calo appare evidente, evidenti per gli operatori del settore sono anche le cause. In primis, tutti d’accordo nel decretare il “prodotto Elba” non più competitivo per quanto riguarda il rapporto prezzi/servizi offerti. Certo, anche il tempo poi quest’anno ci ha messo del suo. «Il lavoro si è concentrato tutto nella settimana di Ferragosto – ha spiegato Angelo Brignetti titolare dell’agenzia Brignetti a Marciana Marina – già dalla settimana dopo molti appartamenti sono tornati vuoti. La differenza la fanno le strutture più curate, più complete a livello di servizi. Per esperienza vedo che in questi casi la stagione dura di più rispetto ai locali più datati e poco attrezzati».

La denuncia diffusa è che molte delle strutture in affitto sul territorio elbano non siano adeguate agli standard presenti in altre località turistiche, italiane e non. Locali vecchi, non ristrutturati e arredamento consumato, Wi-fi non presente e soprattutto mancanza di aria condizionata, sono tutti fattori che influiscono sulle scelte dei vacanzieri. «Ormai è diventata una battaglia quotidiana convincere i proprietari degli appartamenti ad adeguarli alle esigenze dei turisti – ha dichiarato Marco Battacone, proprietario insieme a Simone Manca del tour operator Italia Travel – L’aria condizionata poi… o non è presente o si ostinano a mantenerla a pagamento, ma con le temperature sempre più alte e l’umidità degli ultimi anni è impensabile non offrire il servizio».

Ma non finisce qui. Uno degli ostacoli più grandi continua ad essere rappresentato dai costi dei traghetti. In contro tendenza rispetto al cauto entusiasmo suscitato dai recenti dati diffusi dalla Gestione Associata per il turismo sull’incremento della vendita dei biglietti nei primi sette mesi del 2019, le agenzie segnalano come spesso accade che, una volta richiesto il preventivo per la nave, i clienti rifiutino rinunciando anche all’affitto. «Abbiamo visto dei biglietti per una famiglia di 4 persone e una macchina arrivare anche a 500 euro», continua Battacone. Fatto che influisce anche sulla permanenza sull’isola e la durata della vacanza, ridotta ormai drasticamente a 4-5 giorni, in molti casi proprio per evitare le partenze il fine settimana con l’aumento dei costi dei traghetti. C’è poi chi tenta un’analisi più approfondita.

«C’è una superficialità generalizzata che caratterizza la cultura del turista contemporaneo – dice Graziano Rinaldi dell’Agenzia GoElba – e questo si riflette nel modo di condurre la vacanza. Da qui la tendenza a consumare i luoghi più che a viverli, a comprenderli. Di conseguenza si preferisce collezionare più vacanze anche se di pochi giorni, sfruttando le offerte last minute».

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