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Ancora pochi prof immessi in ruolo, anche quest’anno boom di supplenti

Claudia Guarino
Ancora pochi prof immessi in ruolo, anche quest’anno boom di supplenti

A Piombino solo una decina di docenti arrivati con i concorsi ma è presto per capire quante cattedre rimarranno scoperte

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PIOMBINO. Qualche immissione in ruolo c’è stata ma i nuovi, stabilizzati, docenti non basteranno a coprire tutti i posti scoperti. Anche per l’anno scolastico 2019/2020, dunque, sarà necessario ricorrere alla nomina dei supplenti, soprattutto nell’ambito del sostegno.

Per sapere quante saranno effettivamente le cattedre vacanti destinate, appunto, ai professori supplenti è ancora presto, ma «è ragionevole pensare che non saranno poche – dice Licia Mataresi, segretaria Flc Cgil Livorno – Si è da poco conclusa la procedura volta alle immissioni in ruolo dei docenti, la quale ha portato, nella provincia di Livorno, alla nomina di circa 500 insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Saranno poi assegnati i posti agli iscritti nelle Gae e si svolgeranno diverse altre operazioni (per esempio mobilità o eventuali rinunce ndr), ma tutte queste procedure non permetteranno di coprire la totalità dei posti vacanti. A Piombino, ad esempio, considerando le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, c’è stata una decina di immissioni in ruolo». Un numero, questo, che, seppur provvisorio, è considerato troppo basso «per poter garantire la copertura di tutte le cattedre, soprattutto nell’ambito del sostegno».

Se gli strumenti per far fronte a una tale situazione sono, da anni, i supplenti, la speranza è che tutti i docenti siano nominati in tempo per l’inizio delle lezioni. Nel 2018, ad esempio, l’anno scolastico ha preso il via con orari ridotti e con molte cattedre ancora da assegnare. Il motivo principale dei disagi che hanno allora colpito varie scuole della Val di Cornia stava in una serie di ritardi sull’espletamento di alcune operazioni, le quali si sono prolungate nel tempo. Le procedure di mobilità, quelle tramite le quali gli insegnanti sono stati distribuiti nei territori, si sono ad esempio protratte fino al termine di agosto. Le assegnazioni provvisorie e i trasferimenti anche oltre. Perciò si è creata una situazione, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, per cui i titolari di cattedre in una determinata zona sono stati trasferiti o assegnati provvisoriamente da un’altra parte, senza che nessuno potesse occupare quei posti. «Attualmente un altro fattore di incertezza è dato dalla caduta del Governo – dice Mataresi – Ad oggi, nello specifico, non sappiamo che fine faranno i concorsi pensati per stabilizzare i docenti». Non solo cattedre, un discorso simile a quello fatto per gli insegnanti vale anche per il personale Ata. «In provincia mancano sia collaboratori scolastici che personale amministrativo. Ma per capire quanti saranno poi i posti effettivamente vacanti è necessario aspettare fine mese, quando saranno terminate le procedure di assunzione. Per i docenti, d'altra parte, con le immissioni in ruolo qualcosa si è mosso, ma anche quest’anno sarà necessaria la nomina di diversi supplenti e si manifesteranno di nuovo problemi legati alla continuità didattica». —

Claudia Guarino

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