Gioco
Balneari, un’estate in frenata Si salvano solo i più piccoli
Gli stabilimenti accusano la flessione generalizzata del turismo sulle spiagge Michele Teggi (Pino Solitario): «Quest’anno non è bastato il maestrale»
Il Ferragosto è alle spalle, i balneari sono arrivati zoppicando a quella che dovrebbe essere la quindicina più favorevole della stagione. Tra le cause del rallentamento ci sono le sempre verdi questioni dei parcheggi, pochi e troppi a pagamento, gli assalti dei vigili e il domino di multe, e in pole position i costi dei traghetti alle stelle. A mancare poi è anche qualche servizio, molte zone restano mal servite dai bus e dalle navette e i passaggi sono ancora troppo poco frequenti. Il tutto va poi ad incrementare la sensazione diffusa che, per l’Elba, manchi una strategia turistica che possa definirsi tale, andando a favorire piuttosto altre località maggiormente organizzate in questo senso. In quello che è stato definito a livello nazionale come l’anno nero del turismo balneare, dalle impressioni degli imprenditori del settore appare chiaro che il prodotto “Elba” associato al mare, sia ormai dato troppo per scontato e che urge reinventarsi un piano ben studiato per rilanciare l’isola. Detto ciò, puntando il focus sull’andamento della stagione balneare 2019, con le sentenze di Confesercenti e Confcommercio a livello regionale che parlano di crisi del turismo, i pareri sull’isola restano discordanti.
Per me le stagioni 2017 e 2018 sono state brillanti – spiega Michele Teggi del “Pino Solitario” a Fetovaia – quest’anno c’è un calo vistoso, non solo nello stabilimento, ma anche di presenze sulla spiaggia. E la differenza si vede anche considerando le giornate di vento, che possono essere determinanti: so che quando è scirocco la spiaggia si svuota, ma nei giorni di maestrale ho sempre avuto un 30% di clienti in più. Quest’anno il salto non c’è».
E se una delle spiagge più note e apprezzate dell’isola sembra perdere i suoi amatori, meno nera, ma comunque non esaltante, appare la situazione nella vicina Cavoli. «È una stagione strana – dice Alfonso Batignani – per il tempo incerto fino a fine giugno è iniziata tardi, poi si è ripresa. Diciamo che luglio è andato abbastanza bene, forse un lieve calo nei primi giorni di agosto». Più in linea con le sensazioni che arrivano da Fetovaia sembrano invece quelle del versante capoliverese, dove l’impressione rispetto agli anni passati è che i numeri sulle spiagge siano vistosamente in calo. «La fine di giugno ci aveva dato qualche speranza – ha raccontato il titolare dell’Aloha Center, a Lido di Capoliveri – poi luglio è stato disastroso, anche la spiaggia libera era vuota». In generale dunque i grandi stabilimenti, chi più chi meno, sembrano aver accusato il colpo causato dalla nube minacciosa calata sul turismo balneare. Di contro, le piccole concessioni non subiscono grossi tracolli. A Marciana Marina, Fabrizio Mazzei, titolare dei Bagni La Fenicia si dice piuttosto soddisfatto: «Posso dirmi contento anche quest’anno. S’, forse il movimento esterno è un po’ misurato, ma come sempre riesco a lavorare bene con le famiglie e i proprietari delle seconde case».
2019 buono anche sulla spiaggia dei Prunini che con l’arrivo della piccola concessione ha acquistato in fatto di presenze senza però perdere il suo fascino selvaggio. «Quest’anno abbiamo aggiunto anche un servizio bar – ha dichiarato Andrea Diversi, il titolare – e tutto sommato, luglio e agosto sono stati abbastanza proficui. Sicuramente questo versante è molto influenzato dal vento di scirocco, e di conseguenza l’andamento a giorni è altalenante. A mettere tutti d’accordo è invece la tipologia di clientela. Agosto resta il mese preferito per le famiglie italiane, mentre gli stranieri dopo la fine di giugno si dileguano quasi totalmente per ricomparire a settembre. —
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