Il Tirreno

Vele Spiegate dà il via all’ultimo campo scoprendo il degrado davanti a Cosmopoli

Vele Spiegate dà il via all’ultimo campo scoprendo il degrado davanti a Cosmopoli

I volontari salgono a bordo di Manu e fanno rotta su Portoferraio  Nel piazzale del Chicchero trovati rifiuti e rottami di barche 

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diario di bordo

Ha preso il via l’ultimo campo di volontariato di Vele Spiegate, l’iniziativa di pulizia delle spiagge e censimento dei rifiuti dell’Arcipelago Toscano di Legambiente e Diversamente Marinai della quale Il Tirreno è media partner, e su Manu salgono a bordo i nuovi volontari: Giulia da Saronno, Danilo da Napoli, Andrea e Ludovica da Como, Mari e Michela da Milano, Valeria da Roma e Davide da Belluno. Qualcuno viene da lontano e i ritardi sono da mettere in conto, così, dopo l’arrivo alla stazione dei bus, la sistemazione di bagagli e cambusa al porto cantieri di Esaom Cesa (sponsor dell’iniziativa insieme a Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Novamont, Acqua dell’Eba, TraghettiLines, ESA e Unicoop del Tirreno), la nuova ciurma si avvia a piedi verso la pulizia della prima spiaggia: l’obiettivo è quello di pulire un altro pezzo di costa portoferraiese, quello dopo Punta Rena dove è già intervenuto uno dei campo di volontariato di Vele spiegate precedenti. Come spiega un volontario «ci troviamo su una piccola spiaggia raggiungibile con sentiero pedonale ma anche tramite strada con auto ed altri mezzi di trasporto».

È la costa tra le terme e il piazzale del Chicchero, con davanti lo splendido panorama di Portoferraio/Cosmopoli e il golfo attraversato continuamente da traghetti che scaricano e caricano passeggeri e auto e vomitano fumo- E davanti alla città medicea, i volontari procedono alla pulizia di «una spiaggia ricca di numerosi rifiuti – dice una volontaria – tra cui un copertone bicicletta, tappetino moquette, polistirolo in abbondanza, amo/esca con cui una nostra compagnia di avventura si è punta ed altre numerose bottiglie di plastica, bicchieri e mozziconi di sigarette».

Un altro volontario aggiunge: «Ci siamo stupiti che la spiaggia, verso la vegetazione costituita da canne e tamerici, vicino a quello che si chiama il piazzale del Chicchero, dove partono i piccoli traghetti passeri per il centro storico di Portoferraio, sia diventata una vera e propria discarica a cielo aperto di rottami di barche dismesse, che lasciamo, nella speranza che vengano presto recuperati. Poi quelli di Legambiente Arcipelago toscano ci dicono che quella che abbiamo trovato è una situazione che denunciano – e hanno più volte pulito – e documentano inascoltati da anni». È il degrado accanto alla bellezza della storia e della natura, l’inciviltà accanto a attività turistiche ed economiche di qualità e a zone naturali e archeologiche così importanti che Legambiente chiede diventino un’area protetta da inserire nel territorio del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Ma se per la ciurma di Vele Spiegate il primo impatto con i rifiuti spiaggiati non è dei migliori, succede qualcosa che è come un raggio di speranza: «Durante la raccolta – racconta una volontaria – noi super indaffarati veniamo avvicinati da una piccola bambina che con le sue manine ci ha aiutato con amore a raccogliere un pezzo di vetro partecipando con noi a questa raccolta». Si torna in barca, consapevoli che c’è ancora molto da fare per dare ai bambini e al mare un futuro più pulito. —

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