Il Tirreno

LA CRISI SIDERURGICA 

«Ora Jsw avvii gli investimenti sui treni e sull’acciaieria»

 «Ora Jsw avvii gli investimenti sui treni e sull’acciaieria»

I sindacati Fim, Fiom e Uilm spronano l’azienda a un anno dal subentro a Cevital «Niente alibi per la crisi di Governo, l’accordo di programma va rispettato» 

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PIOMBINO. Niente alibi, nemmeno la crisi di Governo: l’accordo di programma va rispettato, Jsw avvii gli investimenti sui treni e sull’acciaieria. Lo chiedono le segreterie Fim, Fiom e Uilm ricordando che è passato un anno dalla firma dell’accordo al subentro Jsw a Cevital: «Azione avvenuta grazie solo a un’abile regia dell’allora ministro Calenda di concerto all’azione di Fim, Fiom Uilm. Un anno nel quale tra alti e bassi, tra entusiasmi della ripresa delle attività di laminazione e continue frustrazioni per altrettanti rallentamenti, queste organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di supportare il progetto complessivo. Ma anche un anno in cui non sono stati fugati i dubbi o limate le incertezze che avvolgono la fabbrica, alimentando una vuota retorica di quanti vorrebbero chiudere definitivamente con la “le multinazionali” illudendo una collettività su una inverosimile nazionalizzazione, mai perseguita neppure nei casi più eclatanti o socialmente più rilevanti. I ripetuti incontri svolti al ministero dello Sviluppo economico non hanno fatto chiarezza sui punti essenziali della vicenda: costruzione forni elettrici e acciaieria, costo dell’energia. Paradossale che l’attuale titolare del ministero non si sia mai degnato di presiedere un solo incontro. Un atto politico che getta un’ombra sul reale interesse per questo territorio al netto dei momentanei bisogni elettorali».. «Per di più - proseguono i sindacati - assistiamo a uno stallo della stessa azienda che, certo complice l’andamento estremamente negativo del mercato, non pare abbia ancora scelto di accettare la scommessa di investire con importanti ammodernamenti e fornitura di ricambi. Tutti segnali che, se confermati, farebbero venir meno il cogliere l’obiettivo principale della struttura: riacquistare un mercato che ormai ridottissimo sui treni di laminazione. Insomma un mix di circostanze che porterebbero lo stabilimento alla paralisi piuttosto che alla rinascita».

«Altri competitor - prosegue la nota - nonostante il profilarsi di un orizzonte recessivo, stanno investendo per garantire standard produttivi di qualità certificata nell’intera filiera produttiva e tempistica confacente alle clientele; per attrarre nuovi clienti e consolidare quelli esistenti, unica via per scongiurare la perdita economica, che nessun tentativo di taglio degli organici può scongiurare. La soluzione a questa situazione di grave incertezza è resa ancor più complicata dall’uscita di maestranze ingegneristiche importanti, responsabili di punti cruciali nel ciclo produttivo».

Per questo Fim Fiom Uilm chiedono «un rapido cambio di passo da parte del management della holding, perché non si aspetti gennaio in questa situazione ma si diano immediatamente segnali importanti per spazzare via un pessimismo che ormai avvolge tutto e tutti: lavoratori, cittadini, sindacati, istituzioni ma soprattutto i clienti e il mercato. Questi 130 giorni che ci separano dalla scadenza dei 18 mesi necessari a Jsw per fare le valutazioni/studi/progettazione e il conseguente avvio della realizzazione dei forni elettrici e della acciaieria dovranno essere utili anche per fare quei segnali di inversione di tendenza che tutti attendono. Siamo consapevoli che l’attuale situazione venutasi a creare con la crisi di Governo complica notevolmente le cose ma non devono costituire un alibi per l’azienda. Questo accordo di programma voluto dal precedente, sottoscritto dall’attuale dovrà comunque essere onorato da qualunque governo. Quell’accordo oggi più che mai prezioso e lungimirante già definisce che il prezzo dell’energia per Jsw sarà praticato alle stesse condizioni degli stabilimenti “energivori”, condizione che sarà riconosciuta a Jsw una volta realizzati gli investimenti».

«Bene la firma dell’AdP regionale - concludono i sindacati - e salutiamo con entusiasmo l’intenzione dell’amministrazione Ferrari di adottare entro fine mese la variante urbanistica per realizzare l’investimento sulla tempra delle rotaie e di conseguenza l’inizio delle demolizioni di alcuni vecchi impianti e l’inizio di alcuni importanti investimenti. Bene che negli incontri al ministero con il sottosegretario Crippa sia stata riconosciuta a Jsw la futura condizione a forni elettrici realizzati, che sblocca il diritto alle agevolazioni per l’intero comparto sull’energia. Adesso Jsw decida di annunciare l’avvio degli investimenti sui treni e sull’acciaieria e dia corso alla stipula dei contratti». —

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di Redazione web