Gioco
Variante Jsw Steel Italy 5 Stelle: «Nuova giunta ma vecchio metodo»
piombino. «Niente di sconvolgente dal punto di vista urbanistico in quanto trattasi di una striscia di terreno chiusa fra il Treno rotaie e un dislivello planimetrico rilevante, e quindi difficilmente utilizzabile per scopi alternativi, ma dal punto di vista del rapporto fra azienda e istituzioni questa variante ha un peso enorme». Così il Movimento 5 Stelle di Piombino in vista del voto nella seduta del 28 agosto del consiglio comunale dell’Accordo di programma regionale per il rilancio del polo industriale di Piombino per variare la destinazione d’uso dei terreni dove dovrebbe realizzarsi il nuovo impianto per la tempra del fungo delle rotaie.
«Nell’accordo è previsto l’impegno fra i soggetti sottoscriventi, Jsw Steel Italy, Regione Toscana e Comune di Piombino, a variare la destinazione d’uso dei terreni, oltre a un pericolosamente generico richiamo al principio di prossimità per lo smaltimento dei rifiuti industriali, cosa che in passato è già stata forzosamente legata alla discarica da 2,5 milioni di metri cubi – sottolineano i 5 Stelle –. Era il 20 dicembre 2017 quando il consiglio comunale votò a colpi di maggioranza la celeberrima Variante Aferpi, allora parlammo di variante ad aziendam e di abdicazione della allora giunta dal fondamentale ruolo della programmazione territoriale delegandola a un soggetto privato. Oggi si chiede al consiglio di modificare i propri strumenti urbanistici in cambio di un bel niente, tutte le incertezze legate a studi di fattibilità rimangono inalterate, eppure Jindal in questo anno passato dal momento della firma ha investito pesantemente in vari paesi e attualmente la stampa ci informa sul fatto che sia in gara per acquisire British Steel».
La richiesta dei 5 Stelle è di «sottoscrivere maggiori impegni vincolanti sulla realizzazione del piano industriale». E prendono atto del fatto che la volontà di questa giunta «è quella di continuare con il passato mantra: concedere tutto per non fornire alibi. Strategia risultata fallimentare negli ultimi 5 anni. Se errare è umano, perseverare è diabolico». «Questo sarebbe invece il momento di un cambio di passo netto su questa vicenda – concludono –, anche perché di elementi di fumosità da rimuovere ce ne sono ancora parecchi, per esempio sull’opportunità di investire 30 milioni per la realizzazione dell’impianto per la tempra su un treno che avrebbe bisogno di un pesante revamping». —
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