Toscana
Fuga dei medici dal pronto soccorso da settembre smetteranno in 5 su 15
La protesta dei dottori del 118 che lavorano anche in ospedale: «Senza incentivi staremo solo sulle ambulanze»
PIOMBINO. Sul calendario provvisorio dei turni dei medici del pronto soccorso di Piombino per il mese di settembre ci sono tantissime caselle senza nome. Il rischio è che la struttura di Villamarina rimanga senza cinque dottori su un organico di 15 unità.
Buona parte dei medici del 118 che fanno anche attività di pronto soccorso infatti è pronta a interrompere l’attività ospedaliera, lasciando il pronto soccorso sguarnito.
I medici lo hanno messo nero su bianco in un documento inviato a metà luglio ai vertici dell’Asl: “Dal prossimo 1 settembre non svolgeremo più l’attività di pronto soccorso”, hanno scritto 25 dottori del 118 delle province di Livorno e Massa, cinque dei quali attivi sul territorio piombinese.
50 pazienti al giorno
Il nodo del contendere è contrattuale: i medici chiedono un incentivo per l’attività svolta in pronto soccorso, lamentando un’aggravata responsabilità e un aumento del rischio clinico dovuti a carichi di lavoro eccezionali che prevedono anche 40-50 pazienti gestiti da ogni dottore in un solo turno, a cui non corrisponde uno stipendio adeguato.
Il silenzio dell’asl
Da quando hanno scritto la lettera ormai oltre un mese fa – dopo una serie di incontri tra Asl e organizzazioni sindacali -, non c’è stata alcuna risposta da parte dell’azienda. Arriverà da qui al 31 agosto quando scadrà questo vero e proprio ultimatum?
Lunedì prossimo, 26 agosto, è previsto un incontro tra le parti, in cui l’Asl - a quanto risulta - arriverà con l’obiettivo di trovare una soluzione, ma il rischio che non ci siano i tempi per trovare un’intesa soddisfacente e dunque scongiurare l’ammutinamento è concreto.
Cosa dice il contratto
Ci si chiederà: possono i medici del 118 lasciare sguarnito il pronto soccorso? La risposta a quanto pare è sì. Quelli del 118 che prestano anche la loro opera al pronto soccorso infatti in buona parte non sono dipendenti dell’Asl - che possono essere “comandati” a cambiare reparto - ma hanno una convenzione. E la convenzione prevede che essi lavorino sulle ambulanze o sulle automediche.
Il loro spostamento all’interno del pronto soccorso nacque alcuni anni fa dalle gravi carenze organiche dei vari pronto soccorsi toscani, ma quell’attività è sempre stata accettata per senso di responsabilità (e dietro un compenso aggiuntivo che però prevede 48 ore di lavoro in pronto soccorso, mentre quelle effettuate sono assai di più) e non perché ci fosse un contratto che lo prevedesse.
Pronto soccorso in tilt
E così adesso in 25 - di cui 10 attivi su Cecina e 5 su Piombino - hanno detto stop. Se l’Asl non risolverà la questione degli incentivi, dal primo settembre il pronto soccorso del Villamarina perderà cinque medici su 15. Una situazione che creerebbe una vera e propria voragine nell’organizzazione dei turni e di fatto renderebbe impossibile l’attività della struttura.
Gli incentivi
Il tema degli incentivi ai lavoratori di un settore delicatissimo e sottoposto a una pressione eccezionale come il pronto soccorso è di stretta attualità: a inizio estate l’Asl aveva annunciato il pagamento di un incentivo straordinario ai dirigenti medici (dipendenti) promettendo un indennizzo simile anche per il personale infermieristico. Ma, come dicevamo, la maggiorparte dei medici operanti al pronto soccorso di Cecina non sono dipendenti ma convenzionati: ben 10 su 16. E loro sono rimasti fuori dal “premio”.
«Ad oggi questi medici del 118 hanno un’indennità aggiuntiva di 830 euro lordi, dei quali 570 per effettuare 48 ore al pronto soccorso», spiega l’Asl. Ma sono molte le ore effettuate in ospedale dai medici del 118 eccedenti dalle 48 dell’accordo e che di fatto non sono indennizzate: il tavolo di lunedì prossimo dovrà tentare di sanare questa situazione. Che però evidenzia, ancora una volta, la carenza gravissima di personale che i nostri pronto soccorsi soffrono. E chiarisce i motivi di quel piano, stoppato nei mesi scorsi, di diminuire i medici del 118 sul territorio per spostarli in ospedale sostituendoli con gli infermieri.
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