Il Tirreno

l’ampliamento del porto 

La Fondazione: «Quei lavori sono a favore degli armatori»

L.C.
La Fondazione: «Quei lavori sono a favore degli armatori»

Alberto Nannoni fa riferimento a un documento dell’Autorità di sistema del 2018 «Non si fa assolutamente menzione di esigenze per le navi da crociera»

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PORTOFERRAIO. Si è fatto un gran parlare del probabile allungamento della banchina d’Alto Fondale. Ma nessuno finora ha svelato chi è che vuole realmente tale realizzazione. Lo rivela oggi Alberto Nannoni, direttore della Fondazione Isola d’Elba onlus, che però precisa di parlare esclusivamente a titolo personale. «Lo scopo dell'allungamento – esordisce - è accuratamente definito nella relazione tecnico-progettuale redatta dall’Autorità di Sistema portuale di agosto 2018. In nessuna parte della relazione è citata l’attività crocieristica. L’adeguamento tecnico-funzionale proposto è esplicitamente finalizzato a razionalizzare l’attività traghettistica, asservendo l’ulteriore spazio banchinato a servizio di stoccaggio mezzi in sbarco-imbarco previa modifica del traffico in zona Gattaia-Gallo. L’accosto di 180 metri è progettato in previsione di inserimenti futuri di traghetti fino a 170 metri». Secondo Nannoni gli armatori esercenti la flotta dei traghetti non hanno lasciato intravedere finora ipotesi di questo sviluppo futuro.

«Non sono perciò le crociere alla base progettuale della proposta – sottolinea - bensì i traghetti. Forse tutte le parole spese sulle crociere sono state innestate successivamente per “indorare la pillola”?».

«Inoltre la relazione - prosegue - esordisce con la frase “premesso che la banchina Alto Fondale è l’unico ormeggio disponibile con fondale e lunghezza sufficienti per l’accosto dei nuovi traghetti con lunghezza fino a 170 metri”. Tale perentoria dichiarazione è smentita dal documento dell'Autorità stessa “Banchine di Portoferraio” Appe 2017, da cui si rilevano questi dati: banchina Alto Fondale lunghezza 115 metri, fondale -7,60 metri. Pontile numero 1 sud lunghezza 130 metri fondale - 8,70 metri. La dichiarazione iniziale del progetto non sembra corretta. Un intervento così invasivo sulla preziosa Darsena medicea, - continua Nannoni - vero capitale turistico della città richiede l’assoluta necessità della preventiva validazione dell’obiettivo da raggiungere e della successiva verifica dell’assenza di soluzioni alternative. Sembra che entrambe queste regole non siano stata rispettate. Abbiamo già quattro attracchi utilizzabili per le navi da crociera. Sarebbe gradito - conclude Nannoni - che l’Autorità delucidasse esaurientemente ai cittadini di Portoferraio queste contraddizioni». E sull’argomento ritorna anche Italia Nostra. Che propone, come momento di riflessione ancora attuale, due dei suoi presidenti nazionali tra i più prestigiosi, che hanno dedicato all’Elba un’attenzione particolare. Il geologo Floriano Villa che ha posto l’accento sulla necessità di salvaguardare i centri storici nella loro interezza come unico bene culturale. E Giorgio Bassani, scrittore, che ha rivolto un invito affinché non sia distrutto il patrimonio paesaggistico dell’Isola. —

L.C.

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di Redazione web