Toscana
Via alla fase di studio sui dati delle temperature per valutare quando nasceranno i tartarughini
San Vincenzo, a breve presidio fisso sulla spiaggia di Rimigliano vicino “Al Tramonto”. TartAmare e volontari coordinati dal Wwf: si organizzano i turni
SAN VINCENZO. Bambini si fermano incuriositi dalle foto sui cartelloni. Immagini delle tartarughe marine e dei piccoletti che si guadagnano il mare appena usciti dal nido. Gran passeggio e sempre curiosità tra quanti scoprono cos’è quest’area di spiaggia chiusa e protetta.
Di domenica a far compagnia al nido della uova di tartaruga marina i volontari coordinati dal Wwf ci sono sempre. Già un anno fa al Nido dell’Aquila, impossibile non esserci adesso sempre a Rimigliano, vicino al bar pizzeria “Al Tramonto”. Grandi manovre in spiaggia perché i biologi di tartAmare (Osservatorio toscano per la biodiversità, OTB) scaricheranno il data logger per valutare quanto manca alla schiusa. In più si stanno facendo test e misurazioni per stabilire come le spiagge toscane influiscono sulle nidificazioni.
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Col vice presidente Wwl Livorno Stefano Gualerci c’è Letizia Andreini referente Wwf Young Toscana: «Si sta avvicinando il momento in cui dovremo programmare il controllo h 24 – conferma Letizia – e ci stiamo organizzando ad accogliere volontari da tutta Italia, chi lo desiderasse può contattarci ancora all’indirizzo wwfyoungtoscana @gmail.com».
Pure all’opera nella lettura del data logger Stefano Giorgerini a seguire in diretta l’operazione sperimentale (socio Wwf, radioamatore: sì perché ad impegnarsi a fianco di tartAmare e Wwf Val di cornia c’è il Gruppo radio Val di Cornia - www.grvdc.eu - e Cisar Isola d’Elba) per la trasmissione e il controllo dati in tempo reale.
«Grazie alla misurazione della temperatura analizzando i dati registrati dal data logger, posizionato a poca distanza dalla camera delle uova, sarà possibile chiarire a che punto siamo – spiega Luana Papetti responsabile scientifico di tartAmare (a lei pochi giorni fa il premio “Legambiente – Amici del mare” per l’attività di monitoraggio, studio e tutela delle tartarughe marine sul litorale toscano) – Considerando che siamo almeno al 39esimo giorno, nel secondo terzo dell’incubazione sarà possibile, in via sperimentale, fare una previsione della datazione della schiusa. Qui è più caldo, in Maremma più freddo... vediamo».
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Temperatura, umidità del suolo, granulometria della sabbia tra i fattori determinanti per la riuscita della schiusa. Per questo in corso ci sono rilievi per i profili delle spiagge toscane: se ne sta occupando per tartAmare l’ingegner Daniele Pagli. Tutto per sondare e conoscere meglio la sabbia che sta facendo da incubatrice alle tartarughine che poi dovranno percorrere questi 12/15 metri di spiaggia fino al mare, guardate a vista da operatori e volontari lì per permettere loro di arrivare sane e salve almeno fino alla battigia. «Presidio fisso penso da metà settimana – interviene Stefano Gualerci – abbiamo già tutte le autorizzazioni del comune. Per i servizi nessun problema né di giorni né di notte grazie “Al Tramonto”. Ci sarà a breve un incontro formativo per i nuovi volontari con Arpat o tarAmare...». Dunque dati certi, poi il monitoraggio in attesa del primo segnale di schiusa, l’avvallamento della sabbia: fino alle prime uscite dei baby rettili tutti pinne e voglia di mare.
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