Gioco
L’amicizia con Sonia Santi e l’appuntamento mancato
Il quarantacinquenne di Scarlino ha raccontato i suoi rapporti con la donna che era con lui la sera della tragedia ai bacini di S.Giovanni
GAVORRANO. Nei giorni successivi all’omicidio, il cellulare di Mirko Meozzi sarebbe squillato spesso a vuoto. All’altro capo c’era Sonia Santi, la trentatreenne arrestata dai carabinieri che ora si trova rinchiusa nel carcere di Sollicciano.
Sarebbe stata lei a chiamarlo, per chiedere all’uomo di essere accompagnata nel boschetto. «Ogni tanto mi ha chiamato questa ragazza - ha raccontato al pm - L’ho conosciuta sette o otto mesi fa nell’ambito dello spaccio, era fidanzata con uno spacciatore. Ci siamo scambiati il numero di telefono: ero già andato con lei a comprare droga, a Suvereto e a San Lorenzo, dalle sue parti, ero andato anche a Gavorrano». Meozzi sostiene che Sonia conoscesse già quel posto dove si ritrovavano i giovani spacciatori. «Sono sicuro che Sonia conoscesse già questo posto - dice - sono sicuro perché me lo ha detto lei». La donna, difesa dall’avvocato Loredana Giuggioli, ha negato ogni responsabilità: sarebbe stata lei, però, a portare una Beretta calibro 9 nel boschetto per rapinare gli spacciatori ed evitar così di pagare la droga. L’uomo aveva solo 20 euro in tasca, la donna era senza soldi.
Dopo la sparatoria, Meozzi è tornato a casa. «Non mi sono più alzato dal letto - ha detto - mio padre mi ha chiesto cosa avessi ma io non ho detto niente a nessuno. Con Sonia non ne ho più parlato. Non abbiamo rubato nulla al marocchino morto, siamo scappati perché avevamo paura». Nei giorni successivi, Meozzi e la Santi non si sono più visti. «Mi ha chiamato, voleva parlarmi - dice ancora - ma io non me la sono sentita di farlo».— F.G.
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