Italia
«No alla variante per la tempra, prima Jsw sveli i suoi piani»
PIOMBINO. A Camping cig non piace la decisione del sindaco Francesco Ferrari di portare nel prossimo consiglio comunale la variante urbanistica per la costruzione dell’impianto per la tempra delle rotaie accanto al treno rotaie.
«Abbiamo già espresso i nostri dubbi circa l’utilità dell’ impianto “tempra” in assenza di interventi straordinari su tutto il treno che consentano una produzione di alta qualità – si legge in una nota di Camping cig – Ma ciò che ora qui interessa è il significato di questa scelta rispetto all’ ubicazione definitiva del complesso di tutti i nuovi impianti ipotizzati del conseguente assetto urbanistico».
Per l’associazione «la richiesta della variante non può che scaturire da un quadro d’insieme impiantistico e topografico che Jsw evidentemente persegue, tenendo la città all’oscuro dei suoi piani definitivi. Questo quadro d’insieme “occulto”, a nostro avviso, è qualcosa di ben più modesto dello sbandierato piano da un miliardo, ma non necessariamente privo di rischi per il rilancio dell’economia e per l’ambiente».
Insomma, secondo Camping cig «solo dopo che l’azienda avrà detto con chiarezza cosa vuole effettivamente realizzare e dopo che la nuova Amministrazione comunale avrà chiarito quale sia il proprio quadro urbanistico di riferimento, si potrà valutare se è utile per la collettività procedere alla variante in questione».
Per questo viene chiesto al sindaco «di valutare la richiesta dell’azienda solo dopo la presentazione, da parte di Jsw, di un piano industriale complessivo, esauriente e definitivo e del cosiddetto “studio di fattibilità”. La programmazione urbanistica è un strumento fondamentale per l’esercizio della sovranità democratica di una collettività sul proprio territorio e per indirizzare concretamente lo sviluppo economico e sociale bilanciando le potenzialità ed esigenze dei vari settori economici».
L’associazione ricorda anche che il sindaco «ha rivendicato, crediamo giustamente, un ruolo di primo piano per l’Amministrazione comunale nella regia e nel controllo dei processi di bonifica, reindustrializzazione e diversificazione, nel quadro di un processo di partecipazione attiva della cittadinanza alla costruzione di una nuova visione dello sviluppo. Striderebbe quindi fortemente – prosegue la nota – con quella rivendicazione il lasciarsi dettare contenuti e tempi della programmazione urbanistica da una multinazionale che non scopre le carte, potenzialmente in contrasto con le esigenze di diversificazione economica e tutela ambientale. L’Amministrazione e il Governo – è la conclusione – devono chiudere definitivamente la lunga era piombinese della prona sudditanza alle multinazionali». —
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