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«Fai sparire quella pistola» Ha chiesto aiuto a sua sorella
GAVORRANO. È una pistola Beretta calibro 9 quella sequestrata dai carabinieri nell’abitazione dove Sonia Santi, la donna accusata di omicidio e tentato omicidio in concorso, vive con i suoi familiari. Una pistola che la trentatreenne appassionata di caccia e di armi deteneva regolarmente. Aveva il porto d’armi, anche se, Mirko Meozzi racconta di aver saputo che una volta la donna aveva sparato contro un ragazzo che voleva violentare sua sorella. Dichiarazioni queste, che sono ora al vaglio dei carabinieri che stanno ancora svolgendo le indagini.
Per il giudice Sergio Compagnucci, la trentatreenne deve restare in carcere: ci sarebbe il pericolo di inquinamento probatorio ma anche la reiterazione del reato. Quando ha visto arrivare i carabinieri a casa sua per la perquisizione, ha chiesto a sua sorella di far sparire la pistola e durante l’attesa negli uffici della Procura, la donna le ha più volte suggerito cosa dire agli investigatori.
Potrebbe farlo ancora, è l’opinione del giudice che ha firmato l’ordinanza d’arresto: la donna, prima di essere stata ascoltata dai carabinieri, nella sala d’attesa scherzava sull’omicidio con la sorella, nonostante le fosse stato notificato un avviso di garanzia con le accuse di tentato omicidio e omicidio. «La particolare capacità di delinquere della donna trova conferma - scrive il gip - nell’atteggiamento sprezzante da lei tenuto nella sala d’attesa».
Sonia Santi è difesa dall’avvocato Loredana Giuggioli. Ieri mattina si sarebbe fatta interrogare dal pm, ma è stata prima raggiunta dall’ordinanza del gip e quindi accompagnata in carcere dove sarà sentita tra qualche giorno.
«Abbiamo parlato solo qualche giorno fa - spiega il suo avvocato - Lei si dichiara completamente estranea alla sparatoria. L’unica sfortuna che ha avuto sarebbe stata quella di chiedere a Meozzi di accompagnarla». — F.G.
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