Il Tirreno

Costa Est 

Aree dunali, un sistema fragile Cantiere al via da metà ottobre

Manolo Morandini
Aree dunali, un sistema fragile Cantiere al via da metà ottobre

Il progetto prevede di ricostituire i sistemi di protezione spazzati dal maltempo L’appalto in via provvisoria alla genovese Ilset Srl, offerto un ribasso del 36%

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Metà ottobre. La data cerchiata di rosso sul calendario è lunedì 14. Da quel giorno prenderà forma il cantiere che promette di prendersi cura delle dune della Costa Est, violentate dal maltempo di fine ottobre 2018. Archiviata la stagione turistica inizieranno i lavori che interesseranno un tratto di circa 4 chilometri di litorale, fino a giugno del prossimo anno. È del 12 agosto l’aggiudicazione provvisoria alla genovese Ilset Srl che l’ha spuntata con un ribasso del 36,34% rispetto a una base d’asta di 580.908,29 euro.

Il progetto prevede la manutenzione, ricostruzione e implementazione delle opere e delle sistemazioni che erano state costruite tra il 2012 e 2014 nel tratto compreso fra Torre del Sale e Torre Mozza. Il punto di partenza è la fotografia di quanto è successo a seguito del maltempo. “Dalla verifica della quantità eccezionale di alberi divelti e sradicati ci sono molte ragioni per credere che il tratto di costa tra Perelli 1 e Carbonifera costituisca l’area su cui si sono concentrati i venti più forti di tutta la costa toscana durante l’evento del 29 ottobre. A tali danni si aggiungono la parziale distruzione della duna costiera, il crollo delle strutture frangivento, il danneggiamento delle passerelle per l’ingresso in spiaggia oltre all’erosione di tratti di spiaggia oltre che il grave danneggiamento di gran parte delle opere di ingegneria naturalistica realizzate 5-6 anni prima”. È quanto affermano i tecnici della Nemo Srl che hanno redatto il progetto di ripristinare le opere danneggiate insieme ai colleghi di Iris Sas. Quest’ultimi, infatti, si erano occupati degli interventi attuati in passato.

Il sistema dunale è di fatto la naturale riserva di sabbia per la spiaggia. E svolge anche un’importante azione di difesa dall’ingresso del mare e dai venti salmastri. Quello della Costa Est anche già prima di essere violentato dalla mareggiata di fine ottobre, con raffiche di vento fino a 170 chilometri all’ora, era ritenuto estremamente fragile e vulnerabile. Tra i fattori di debolezza: i processi di erosione costiera, particolarmente evidenti negli ultimi anni, l’elevato carico turistico estivo, le periodiche attività di pulizia dell’arenile e la diffusa presenza di specie di flora esotiche. È la miscela che delle cause di minaccia per gli habitat dunali e retrodunali e per le specie di flora e fauna presenti, ma anche per l’integrità paesaggistica del sistema costiero.

Il progetto prevede un sistema di barriere per assorbire e smorzare l’azione idro-marina. Inoltre, verrà ricostruito il sistema dunale e saranno favoriti gli interventi che permettono l’accrescimento spontaneo della duna con ridotte riprofilature morfologiche, eseguite utilizzando il materiale di risulta dai tagli della vegetazione. Tutte le opere saranno realizzate prevalentemente in legno o altri materiali naturali, al fine di minimizzare l’impatto sull’ambiente. Per le recinzioni, le staccionate e i cartelli saranno utilizzati pali di castagno, mentre per le pedane pali di pino o larice. È prevista la messa a dimora di 300 piante di ginepro coccolone.

Dopo la messa in sicurezza delle pinete e l’avvio del ripascimento delle spiagge il progetto sulle dune è l’altro tassello che mancava per riportare la Costa Est agli antichi splendori. Che non sarebbe stato possibile ripristinare totalmente i luoghi entro questa estate si è sempre saputo, adesso la speranza è che si riesca a farlo per la stagione balneare 2020. Il ripascimento, per esempio, è stato sospeso per motivi di sicurezza che sono legati, principalmente, all’arrivo dei bagnanti sulle spiagge. Nelle intenzioni c’è quella di far ripartire l’operazione ad aprile del nuovo anno per concludere entro giugno. Ma l’intervento dovrà coordinarsi anche con i lavori sulle dune. Per terminare il ripascimento deve ancora essere movimentata la metà dei volumi di sabbia previsti, circa 30.000 metri cubi. —

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