Gioco
«Sulle centraline Ferrari non dice che l’installazione era già decisa»
piombino. «Le recenti dichiarazioni del sindaco sulla questione dei cattivi odori provenienti dalla discarica di Rimateria dimostrano improvvisazione e inadeguatezza».
Così si esprimono Anna
Tempestini (capogruppo di “Per Anna”) e Angelo Trotta (capogruppo Pd), sostenendo che si evidenzia in primis che Francesco Ferrari «omette di dire pubblicamente che è in corso una procedura per l’installazione, concordata con Arpat dalla precedente amministrazione e condivisa dal Comitato salute pubblica, di due nuove centraline a carico proprio di Rimateria, e che la particolare localizzazione scelta sta comportando tempi più lunghi per la messa in opera delle centraline stesse».
Viene espresso quindi stupore «che il sindaco si preoccupi invece di mettere il più possibile in cattiva luce l’azienda, di cui peraltro è azionista di maggioranza, invece che sostenerla nelle difficoltà operative. E’ un atteggiamento ingiustificabile».
Per quanto concerne invece i dati pubblicati da Arpat secondo Trotta e Tempestini «fa sorridere l’affermazione di Ferrari che dichiara “c’è una sola centralina per le rilevazioni, ciò significa che basta un cambio di direzione del vento per abbassare i valori e far festeggiare Rimateria”».
I due capigruppo del centrosinistra chiedono al sindaco «se prima di uscirsene frettolosamente con un’interpretazione così bislacca, si sia soffermato a pensare che anche quando il vento investe direttamente la centralina, i valori delle emissioni odorigene siano decisamente sotto i valori di soglia».
Ma per Tempestini e Trotta «quello che è davvero non accettabile è l’atteggiamento di Ferrari che pare fare il tifo affinché i cattivi odori persistano il più possibile in modo che così si possa allungare la sua sopravvivenza politica. I cattivi odori non sono spariti, lo sappiamo tutti, ma il trend finalmente si è invertito e il sindaco deve sostenere, anche pubblicamente, i lavori in corso e non sparare addosso a un’azienda di cui è anche, in parte, proprietario».
Così il centrosinistra attacca Ferrarianche sulla comunicazione, «egli infatti si affretta a non ritenere validi i dati rilevati da Arpat con l’unica centralina operativa. Eppure quella stessa centralina, settimane fa, era la bocca della verità quando i dati presentavano rilevanti concentrazioni delle emissioni odorigene. Questo è un fatto grave ma gettare discredito sulle istituzioni è un tratto distintivo delle destre che abbiamo imparato a conoscere con l’attuale Governo. Infatti da un lato l’Amministrazione non accetta i dati forniti da Arpat quando “disturbano” il disegno politico che si intende portare avanti e dall’altro, indirettamente, mette a repentaglio l’autorevolezza di Arpat. Arpat tace – è la conclusione di Tempestini e Trotta – ma giustamente parla con i dati che rende pubblici sul proprio sito e pertanto nessuno, nemmeno il sindaco, può insinuare dubbi, a corrente alternata, sulla loro validità e attendibilità. Magari non saranno dati esaustivi, ma una tendenza la dimostrano, insieme ai nostri nasi». —
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