Gioco
"I cinghiali sono i padroni dell'isola e si mangiano tutto". Addio al pregiato grano Senatore Cappelli
L’allarme di Galletti dell'azienda agricola Montefabbrello all'Elba: «Quest'anno non ho potuto fare la raccolta. Le recinzioni elettrificate non bastano, abbiamo subito danni enormi»
PORTOFERRAIO. «Quest’anno praticamente non ho potuto raccogliere il grano». Il grido d’allarme è di Dimitri Galletti, titolare dell’azienda agricola Monte Fabbrello in località Schiopparello.E la colpa è ancora una volta dei cinghiali, che si confermano un incubo per le aziende agricole dell’isola.
«È un dramma che prosegue – spiega al Tirreno Galletti – e pare che non interessi a nessuno il fatto di colture danneggiate, attaccate dai cinghiali, come è il caso del mio campo di grano, Questi animali sono i veri padroni dell'isola e il loro numero cresce fuori controllo. Gli enti preposti non riescono a risolvere alla radice questo annoso problema. I cacciatori proseguono con il loro divertimento e noi viticoltori manteniamo gli ungulati che vengono a fare shopping nelle nostre terre. Io ho terreni a Schiopparello, a Campo ai Peri e al Buraccio e per cercare di controllare minimamente il problema ho dovuto assumere un operaio che dal 15 di giugno a settembre devo pagare. Si impegna 3 ore al giorno per andare a controllare tutti i perimetri delle zone di coltura, se non ci sono danni alla rete elettrica che ho dovuto installare, tentando di tenere fuori dalle mie terre i cinghiali. È una discreta spesa che mi sono accollato, ma purtroppo in certi casi non basta, come è successo al campo di grano che quest'anno praticamente non ho raccolto».
Quindi il grano di pregio “senatore Cappelli” se lo sono divorato o danneggiato i cinghiali, sebbene il Parco attui delle azioni per il loro contenimento e non bastano le cacce specifiche da parte dell' ATC (ambito territoriale di caccia). L'azienda agricola del Montefabbrello è una delle più rinomate per la sua produzione a km 0, l'unica che produce il grano dal quale ricava il pane, i dolci e anche e soprattutto una pasta integrale di alta qualità, ma quest'anno il raccolto è compromesso. E i danni si ripercuotono ovviamente anche sulla vigna. «Non solo – prosegue Dimitri – ho sentito altri della nostra categoria e si è sviluppato molto il trekking sull'isola dai panorami unici, ma i sentieri sono danneggiati anch'essi dai cinghiali ed è un colpo ulteriore al turismo. E poi per chi fa agriturismo bisogna registrare anche la situazione negativa del last minute: le spese di traghetto superano quelle di soggiorno. In quel caso noi abbassiamo i prezzi della metà ma una famiglia con auto si trova spendere circa 400 euro di traghetto e allora c'è chi decide di fare altrove la vacanza. E chi ha prenotato a gennaio paga il soggiorno a prezzo pieno. Assurdo».
La consolazione arriva dal vino nuovo? Le premesse sono ottime, secondo Dimitri, «c'è stata una primavera in cui è piovuto il giusto e non abbiamo la siccità del passato. In agosto vendemmieremo le uve precoci come l'Aleatico, Merlot, Chardonnay e Sauvignon, mentre a settembre sarà la volta del Vermentino, dell'Ansonica, del Procanico. Speriamo bene, ma l'Elba deve risolvere alla radice il problema dei danni da ungulati, una volta per tutte»
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