Toscana
Addio a Norma, esempio di coerenza e partecipazione
Crescendo, anzi, invecchiando, ti rendi conto di quanto cambi l’ambiente intorno a te, riferendoci alla dimensione umana del mondo. Molte persone che sono state significative non solo per te, lentamente, spariscono. Così Milena, Mara Nicla, e ora Norma Rosignoli nei Menicagli non ci sono più, e a te resta, fortissima, l’esigenza di urlare al mondo chi sono state e cosa hanno lasciato in eredità.
Norma apparteneva a quella categoria di donne che incontravi sempre con piacere perché aveva sempre parole di dolcezza, toni pacati con tutti, anche con gli avversari politici. Non era facile incontrarla per strada quanto piuttosto alle iniziative di volontariato. Una donna impegnata da sempre socialmente e quindi politicamente, una laica di ferro anche nella scelta del nome da dare a uno dei due figli avuti con Luigi, il compagno di una vita, Ili, una versione italianizzata di Ilic, il nome di Lenin.
La sua storia di impegno inizia subito dopo la guerra: con Lina Villani entra nell’Ari (associazione Ragazze d’Italia) poi confluisce nell’Udi e sarà per anni la segretaria della zona Cotone-Poggetto-Gagno. Il Cotone era una zona difficile, raccontò in un’intervista e così decidemmo di aprire una cooperativa per le “sartine” con la mensa e un asilo all’interno, utilizzando un grande locale concesso dal Pci. Qui vi insegnava una maestra, che le donne dell’Udi volevano a ogni costo pagare, perché era giusto che ricevesse uno stipendio per il suo lavoro, e lo fecero vendendo la rivista Noi Donne, stracci e ferro vecchio. Dal ricavato, oltre allo stipendio per la maestra, potevano acquistare carne di cavallo per i bambini dell’asilo.
Le donne come Norma hanno gettato le basi per la nascita di centri di assistenza sanitaria come la Pubblica Assistenza, il Consultorio pubblico per le donne, il Centro Donna. Erano visionarie, coerenti, determinate, trasparenti. Il loro impegno è durato una vita, spesa per la famiglia e per la società in cui hanno vissuto.
Noi abbiamo avuto la fortuna di condividere con Norma 10 anni di lavoro alla Commissione per le pari opportunità, un grande focolaio di idee ed elaborazioni a cui, finché l’amministrazione comunale di Piombino lo ha reso possibile, hanno partecipato oltre 30 associazioni di volontariato. La Commissione per le Pari Opportunità era costituita infatti da donne rappresentanti le associazioni di volontariato di tutta la città, i sindacati, il mondo del lavoro e operava per realizzare non solo le pari opportunità tra uomo e donna ma, soprattutto, per tutti gli individui della società del nostro territorio, attraverso quattro settori d’intervento: lavoro, sociale, informazione, ricerca.
Norma faceva parte del Settore Sociale che ha promosso il progetto per l’istituzione di un centro anti-violenza finanziato dalla Regione e il suo contributo, assertivo, incoraggiante, coraggioso ma, soprattutto, pragmatico, si è espresso attraverso un processo di educazione collettiva nel quale tutte le forze locali lavoravano insieme a partire dall’esperienza concreta dei partecipanti e portando la riflessione su tali esperienze nel consiglio comunale e nei quartieri.
Si può vivere per difendere i propri confini psicofisici o invece per giocare a ricomporli e disfarli, magari grazie alle esperienze di vicinanza con gli altri e soprattutto all'amore, di qualsiasi specie esso sia.
Il ricordo di Norma e delle altre perle che questa città ha coltivato resterà in ciò che loro hanno costruito. L’augurio è che i giovani di oggi abbiano la fortuna di conoscere persone che, come Norma, diano loro l’esempio in coerenza, partecipazione, trasparenza, disponibilità: democrazia.
Marcia Concetta Mondello Raffaella Biagioli
(ex consigliere
della Commissione
pari opportunità)
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