Gioco
Odissea di notte in tre ospedali dopo la frattura ad un braccio
piombino. Una vera odissea dopo una frattura a un braccio. È quella che ha dovuto affrontare il figlio di Francesca Rondelli da Venturina dopo l’infortunio avvenuto intorno alle 23. Poco dopo arriva un’autoambulanza. L’operatore domanda al 118 dove deve portare il ragazzino: «A Piombino». «A Piombino - informa l’operatore dell’ambulanza - non c’è ortopedico di notte». Al pronto soccorso di Piombino - conferma la mamma - a «mio figlio fanno radiografie, prelievo e poi ci dicono di portarlo a Livorno. E di portarcelo con la nostra auto, più ammortizzata dell’ambulanza»... A Livorno, verso le 2,30 l’ortopedico invita la famiglia a portare il ragazzo a Pisa perché «non hanno il gessista fino alla mattina. Ma ci dice anche che dobbiamo essere noi a firmare per andare a Pisa». La famiglia accetta il suggerimento. E arriva a Pisa alle 4,30. Qui tengono in osservazione il ragazzo per una notte. Lo dimettono senza fissargli le visite di controllo richieste. Le fissa la madre per telefono «dopo 3 ore di attesa». La prima del 7 agosto è stata effettuata; ora aspetta quella del 26. L’Asl replica al racconto della signora come se tutto fosse nella normalità: «È risultato che il paziente sia stato trasportato all’ospedale più vicino che potesse confermare la diagnosi di frattura. Dopo la conferma della necessità di intervento di un ortopedico, il ragazzo è stato inviato – con esito di “urgenza differibile” - all’ospedale di Livorno dove il medico ha esposto il percorso offerto dall’ospedale locale e quello a disposizione nell’ospedale di Pisa, unico punto della rete traumatologica di Area Vasta che garantisce 24 ore su la presenza di ortopedico e gessista. I genitori, esercitando una scelta che rientra nelle loro disponibilità, hanno optato per il trasferimento. Evitando in questo modo al figlio un doppio tiraggio: uno la notte e uno al mattino». —
I.B.
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