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Quei rifiuti verso riva La misura del pericolo un anno fa in Costa Est
piombino. La misura del pericolo se non la dà il peso, 63mila chili, sono forse le dimensioni e le caratteristiche delle plastiche contenute nelle ecoballe che da quattro anni giacciono ad almeno 50 metri di profondità sul fondale in prossimità dell’isolotto di Cerboli. Torna con la memoria alla vigilia di Ferragosto 2018 Umberto Barlettani, bagnino del Consorzio balneare Costa Est di Piombino. C’è lui in servizio nel tratto di mare dove un anno fa le correnti fanno arrivare un’ecoballa. Ad avvistarla nel pomeriggio del 14 agosto alcuni turisti in zona Torre Mozza. Risolta l’emergenza con l’intervento delle autorità. Barlettani racconta il paziente lavoro con un retino da pesca per recuperare i pezzi di plastica (nella foto) portati dal mare verso riva anche nei giorni successivi. E ci sono le fotografie a documentare il materiale recuperato.
Torniamo alla vigilia di Ferragosto 2018. «Ho subito provveduto ad avvisare la Capitaneria di porto», dice Barlettanti. L’ecoballa viene spinta dalla corrente quasi a riva, vicino a una delle scogliere presenti in zona. Ricevuta la segnalazione, sul luogo del ritrovamento arrivano due mezzi della Capitaneria. Si attiva anche il Comune di Piombino con il responsabile dell’ufficio Ambiente. E viste le difficoltà connesse con il recupero del rifiuto viene affidato l’incarico d’urgenza alla Permare, che è autorizzata alla gestione di questo genere di materiali che interviene con una motobarca attrezzata per il recupero. Operazione per cui sono servite diverse ore, iniziata alla luce del giorno e conclusa a sera per evitare che l’involucro potesse lacerarsi più di quanto lo fosse già, disperdendo in acqua il suo contenuto. «L’involucro che teneva insieme i rifiuti pressati si era in gran parte lacerato e la preoccupazione era che i rifiuti si sfaldassero e che comunque la corrente li portasse a riva o al largo – racconta Barlettani –. Emanavano un cattivo odore, pur essendo plastiche da tempo in mare. Se si fosse aperta quella ecoballa avrebbe messo a repentaglio la stagione turistica».
A distanza di un anno dal recupero c’è qualche elemento in più per risalire all’origine di quella ecoballa di 1. 200 chili. Imbarcata a Piombino e scaricate a mare dopo poche miglia è parte delle 56 ecoballe che dovevano arrivare al porto di Varna, nel mar Nero, finite sui fondali in prossimità di Cerboli. Una bomba ecologica, innescata a luglio 2015 nel canale dal cargo IVY, che all’epoca batteva bandiera delle Isole Cook. E che a distanza di 4 anni un commissario straordinario proverà a disinnescare, ripescando quei rifiuti dal fondale. —M.M.
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