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san vincenzo 

Controlli all’Area feste dei carabinieri forestali Ipotesi abusi edilizi

Controlli all’Area feste dei carabinieri forestali Ipotesi abusi edilizi

In un rapporto dell’Arma la contestazione al Comune Diversi i vincoli su quei terreni, vicini al mare e alla ferrovia

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san vincenzo. Contestata la legittimità di alcuni manufatti realizzati all’interno dell’Area feste di San Vincenzo. È quanto si apprende dall’elenco dei rapporti ricevuti dal Comune di San Vincenzo a seguito dei controlli in materia di abusivismo edilizio dei Carabinieri forestali del gruppo di Livorno e della locale polizia municipale. È del 31 luglio il rapporto stando alla nota riepilogativa pubblicata all’albo pretorio dell’ente. “Realizzazione di manufatti su area comunale area feste”, si legge nella contestazione a carico del Comune e quindi del legale rappresentante, il sindaco Alessandro Bandini.

L’area feste, che in questo periodo è a pieno regime d’attività, ospitando in successione iniziative di associazioni e in questi giorni la Festa dell’Unità organizzata dalla locale sezione del Pd, più volte è finita al centro del dibattito politico. Stando a quanto chiarito nel luglio 2015 dall’amministrazione comunale in risposta a un’interrogazione presentata dall’allora gruppo d’opposizione Assemblea sanvincenzina, le strutture che insistono nell’area feste sono di proprietà del Pd che le fornisce in uso alle associazioni in cambio di un contributo spese per manutenzione e pulizia dell’area. Strutture che vengono utilizzate anche dall’amministrazione comunale, per esempio in occasione dei gemellaggi. L’area è data in concessione, con scadenza rinnovata di anno in anno. E si sottolinea che si tratta di strutture mobili ad eccezione dell’impianto elettrico e di una pavimentazione che sono di proprietà del Comune.

Un’idea è possibile farsela spulciando le tavole del Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana. Si tratta di un’area classificata di notevole interesse pubblico ai sensi dell’articolo 136 del decreto legislativo 42 del 2004. Inoltre, almeno in parte ci sono i vincoli previsti dall’articolo 142 della stessa legge: la distanza di 300 metri dai territori costieri, la presenza di corsi d’acqua e di un’area boscata. Insomma, anche per installare strutture mobili è necessaria un’autorizzazione paesaggistica e soprattutto si tratta di permessi che si esauriscono nell’arco di 120 giorni, poi tutto deve essere smontato. Viceversa si configura un abuso edilizio. —

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